Traffico umani: nuovi schiavi

La condanna arriva da monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, che questa mattina ha aperto il Congresso 2009 'Religiose in rete contro la tratta di persone', convegno che riunisce suore di tutto il mondo impegnate nella lotta al traffico umano, soprattutto allo sfruttamento delle donne.


Il Vaticano definisce il traffico di esseri umani "una nuova forma di schiavitù", un "fenomeno criminale che viola i diritti umani fondamentali e distrugge spiritualmente e materialmente vite umane". La condanna arriva da monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, che questa mattina ha aperto il Congresso 2009 'Religiose in rete contro la tratta di persone', convegno che riunisce suore di tutto il mondo impegnate nella lotta al traffico umano, soprattutto allo sfruttamento delle donne. "La tratta di persone - ha detto Vegliò - è stata in effetti nascosta per troppo tempo sotto le strutture di potere e di controllo che coprono la vergogna e l'ipocrisia di alcuni componenti della società. La tratta di esseri umani - ha aggiunto il Vescovo - si serve principalmente del trasporto di donne e bambini a scopo sessuale ed economico, egoistico e sleale, per mezzo della manipolazione, forza e violenza. Non è mai una vera 'scelta' e quasi invariabilmente questo tipo di vita si conclude con un trauma psicologico. La maggior parte dei paesi colpiti dalla tratta - ha proseguito il capo del dicastero vaticano - non riconosce nemmeno che essa alimenta le industrie locali del sesso e viceversa". Per monsignor Vegliò "non ci possono essere dubbi sul fatto che il traffico di donne sia un fenomeno criminale che viola i diritti umani fondamentali e distrugge spiritualmente e materialmente vite umane". Da qui, dunque, l'invito ad agire "con fiducia e sicurezza nella consapevolezza che come cristiani non possiamo restare in silenzio di fronte a un tale orripilante fenomeno". Monsignor Vegliò ha assicurato che il Pontificio consiglio per i migranti "sta facendo tutto il possibile per sostenere il lavoro della chiesa nel combattere" il traffico di esseri umani, un "serio problema umanitario", e ha ricordato i numeri del fenomeno. "Recenti statistiche - ha detto al congresso 2009 'Religiose in rete contro la tratta' - indicano che sarebbero più di quattro milioni le persone vittime, più della metà delle quali impegnate attivamente, il più delle volte senza volerlo, nell'industria del sesso. Anche in Italia si ritiene vi siano più di 10mila vittime della tratta di esseri umani, la maggior parte provenienti dall'Africa". Il presidente del dicastero Vaticano ha dunque proposto sei "piste di riflessione" per affrontare il fenomeno. Innanzitutto la conoscenza: "E' importante - ha detto - conoscere i fattori che incoraggiano o attraggono specialmente alla prostituzione, le strategie utilizzate dai reclutatori, gli intermediari e gli sfruttatori". C'è poi l'impegno: "Trattare questo specifico compito pastorale richiede tempo, energie e denaro", ha spiegato monsignor Vegliò. "Questo non è un compito ordinario - ha aggiunto - non può esserci un approccio timido poiché ci si confronta con donne veramente ferite e sconvolte dentro". Una terza indicazione riguarda l'attenzione personale e spirituale: le vittime "avranno bisogno di una continua cura personale e spirituale". Il vescovo ha inoltre invitato a una "collaborazione e condivisione di informazione" - questo il quarto punto; c'è poi la formazione: "E' necessario continuare a trovare strategie per affrontare le cause profonde e i fattori associativi che incoraggiano la tratta delle donne". Infine monsignor Vegliò che sottolineato l'importanza di "programmi e campagne pubblicitarie e diinformazione per giungere a una consapevolezza maggiore del fenomeno".