«La barca era in secco. La toccai col palmo della mano. Il legno era lisciato dal sale, dalle verniciature annuali, i remi si erano scavati un incavo vicino al piolo dello scalmo, dov'era l'attrito. La barra del timone era scura dove la mano si appoggiava. Ogni pezzo risentiva dell'uso, del maneggio, era addolcito, smussato dal lavoro. Mi veniva di passare la mano sui bordi, sulla prua. "Allisci la barca?" chiese [Nicola] con affetto. "Vedi bene, il legno ha il suo verso. Quando lo tagliamo per fare le assi lo rispettiamo sempre. Se tagli contro vena il legno si torce, si ribella e tanto fa fino a che non si spacca. Pure il legno stagionato è così, va lavorato a verso. Alliscia la barca secondo il verso della vena del legno, allisciala da prua verso poppa, come fa il mare"».Erri De Luca, Tu, mio, 105