Staccare lo sguardo dal Crocifisso per fissarlo sul cartiglio posto su la sommità della croce, ove la mano poco sicura del legionario romano ha stampato la «causa della morte» dettata dallo stesso procuratore Ponzio Pilato (un altro tentativo di giustificarsi davanti alla legge più che alla coscienza) può parere una distrazione. (...). Ma queste quattro iniziali I.N.R.I. (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum), che mi richiamano il S.P.Q.R. di quel tempo, l'U.S.A., l'U.R.S.S., l'O.N.U., I'E.R.P., l'O.E.C.E. del nostro (...).
Pilato gli disse: «Che cos'è la Verità?». Non certo l'U.S.A. o l'U.R.S.S. o l'O.N.U., come non sono re di verità e di pace gli uomini dai nomi altisonanti, siano essi marescialli o generali, presidenti o primi ministri, i quali avallano paurosamente le nuove sigle. La Verità non è legata alla propaganda: né la pace ai piani che ingombrano gli archivi di Lake Succes., Londra, Parigi, Varsavia...
In queste quattro iniziali I.N.R.I. c'è il vero piano tra uomo e uomo. E Gesù se ne rende garante ogni momento, scontandone le infrazioni nel modo che vediamo. (...) La pace va data così: il piano di pace non può avere iniziali diverse da queste quattro, che anche un bambino sa leggere e non gli fanno paura, anche se sotto c'è l'Uomo che muore. Ma muore per me, muore per te, fratello: muore per insegnare agli uomini che basta col fare morire, che è venuta l'ora di non far più morire nessuno, di mobilitare la pietà, di marciare disarmati per vincere la guerra.
«Io vi do la mia pace»: e ha le braccia spalancate e il segno dei chiodi. Questa maniera di fare la pace è la sola che non può essere adulterata, che non sopporta propaganda né partigianeria; è la pace che va bene per tutti, per la Russia e per l'America, per la Cina e per il Giappone, per gli Arabi e per i Turchi, per i ricchi e per i poveri. Sotto questa sigla non c'è trabocchetto né imboscata: dietro, né capitalismo, né comunismo, né guerra difensiva, né rivoluzione proletaria. C'è l'amore: è l'Amore: e l'Amore non guarda in faccia nessuno. Questa sera io rispondo presente a questa pace: mi lascio mobilitare per l'I.N.R.I.
Pilato gli disse: «Che cos'è la Verità?». Non certo l'U.S.A. o l'U.R.S.S. o l'O.N.U., come non sono re di verità e di pace gli uomini dai nomi altisonanti, siano essi marescialli o generali, presidenti o primi ministri, i quali avallano paurosamente le nuove sigle. La Verità non è legata alla propaganda: né la pace ai piani che ingombrano gli archivi di Lake Succes., Londra, Parigi, Varsavia...
In queste quattro iniziali I.N.R.I. c'è il vero piano tra uomo e uomo. E Gesù se ne rende garante ogni momento, scontandone le infrazioni nel modo che vediamo. (...) La pace va data così: il piano di pace non può avere iniziali diverse da queste quattro, che anche un bambino sa leggere e non gli fanno paura, anche se sotto c'è l'Uomo che muore. Ma muore per me, muore per te, fratello: muore per insegnare agli uomini che basta col fare morire, che è venuta l'ora di non far più morire nessuno, di mobilitare la pietà, di marciare disarmati per vincere la guerra.
«Io vi do la mia pace»: e ha le braccia spalancate e il segno dei chiodi. Questa maniera di fare la pace è la sola che non può essere adulterata, che non sopporta propaganda né partigianeria; è la pace che va bene per tutti, per la Russia e per l'America, per la Cina e per il Giappone, per gli Arabi e per i Turchi, per i ricchi e per i poveri. Sotto questa sigla non c'è trabocchetto né imboscata: dietro, né capitalismo, né comunismo, né guerra difensiva, né rivoluzione proletaria. C'è l'amore: è l'Amore: e l'Amore non guarda in faccia nessuno. Questa sera io rispondo presente a questa pace: mi lascio mobilitare per l'I.N.R.I.
Primo Mazzolari, Il segno dei chiodi, 170-171