«Circa gli atteggiamenti di Maria Maddalena è nata, come accade sovente, una diatriba fra gli esegeti.. (...) A mio avviso, il suo è un comportamento ancora asai imperfetto e, di conseguenza, mi meraviglio e mi rallegro che Gesù non ne tenga conto. Egli tiene conto dell'amore, del pianto, della perseveranza, dell'emozione profonda di affetto per lui, e la premia, senza merito della donna. Ella quindi compie un itinerario, nel quale si delineano i diversi livelli del servizio cristiano. - Maria era stata la servitrice fedele: insieme alle altre donne, aveva seguito Gesù diligentemente, provvedendo al suo sostentamento e al suo benessere, a lavare i vestiti, a preparare la cena. - Ora diviene un'amante estatica, fuori di sé, che non sa nemmeno bene ciò che fa e dice, mossa più dall'affetto che dal ragionamento: il suo ragionamento è certamente sbagliato, la sua teologia è errata, e tuttavia ama moltissimo. Per questo ho ricordato la donna in casa di Simone, che «ha molto amato». Maria non ritiene più se stessa il centro della propria esistenza, perché è totalmente sbilanciata verso Gesù. - E lui, passando sopra tutte le imperfezioni della sua fede, della sua ricerca, le si manifesta, così che ella si sente amata immensamente. E l'eccesso della benevolenza di Gesù, che per primo si presenta a lei, la chiama semplicemente per nome, in qualche maniera apprezza la sua follia. E l'eccesso d'amore di cui si sente oggetto fa di lei una annunciatrice del Vangelo.
In questi tre “volti” della Maddalena - che è passata da servitrice fedele e diligente a essere amante estatica e infine annunciatrice del Risorto, ricolma del suo amore - si nasconde per così dire il messaggio per noi. È il messaggio dell'eccesso».Carlo Maria Martini, Le tenebre e la luce, 149.
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