«Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini» (Mt 5,13).

Il Vangelo della liturgia odierna ha illuminato e messo in ordine un pensiero che mi è venuto ieri.

Visto che la comunità cattolica italiana non è capace di (non vuole) esprimere un giudizio chiaro ed efficace sulla questione morale dei personaggi politici, nel momento in cui sorgerà un'altra questione morale (tipo la vicenda di Eluana, l'eutanasia, la liberalizzazione delle droghe leggere, ecc. - argomenti per i quali sono sorti tra i cattolici fior di comitati che si vantavano della qualifica di "cristiani", "difensori della vita", "paladini della verità") la nostra già residua credibilità sarà spazzata via, perché "non serviamo a null'altro". A quel punto, mi auguro che non ci lamenteremo: siamo noi ora la "causa" del nostro "male" futuro, come altri cattolici prima di noi lo sono stati per l'oggi.


don Chisciotte

p.s. se qualcuno vorrà farsi un'idea degli equilibrismi (in attesa di vedere come si muoverà "Avvenire"), può gauradre questo articolo (senza prenderlo per oro colato).