«Il peccato è definibile come “disamore”. Il termine disamore ha il pregio di mantenere il riferimento esplicito all'amore come pure di esplicitarne la sua positiva negazione. Comunicando l'amore di Cristo, lo Spirito infonde nella libertà la sua duplice qualità erotica e agapica, ovvero il desiderio di comunione con gli altri (eros) ricercato mediante il dono di sé (agape). Il disamore del peccato comporta l'opposizione all'amore in quanto intreccio di desiderio dell'altro e dono di sé, sciogliendo l'uno dall'altro. Privo del desiderio dell'altro, il dono di sé scivola nell'autocompiacimento per la propria generosità. Privo del dono sé, il desiderio dell'altro devia verso la brama di possederlo. Nell'uno e nell'altro caso l'Io viene affermato a scapito del Tu. Rispetto all'attrazione dello Spirito, che mira a condurre la libertà nella verità tutta intera dell'amore, il disamore peccaminoso è la distrazione dall'amore integrale del Padre e del Figlio verso forme amorose disintegrate. (