Diversi lettori di Avvenire hanno scritto al direttore con le stesse domande, perplessità, inquietudini che avevamo presentato anche in questo blog. Di seguito riportiamo la risposta del direttore: accanto a espressioni chiare, ha comunque il tono dell'ennesimo tentativo di equilibrismo, ricordando principi generali (dice "ovvio", "evidentemente", "raggirato"... ciò che oggi non è più così) che non riescono mai a trovare la concretezza di una ferma denuncia morale (dice "leggermente" e lascia i punti interrogativi). La riprova è la modalità di riferire le parole del min. Frattini e dell'avv. Ghedini a p. 8 dell'edizione di ieri.
«Forse avrete notato che ieri nella prima pagina di Avvenire non c'era alcun cenno alle ultime spiegazioni avanzate da Silvio Berlusconi. Quelle per intendersi sul «non sono un santo» o «nelle mie dimore passano anche i leader politici del mondo». Ne riferivamo, com'è ovvio, all'interno del giornale, in sede di cronaca, e la notizia era pure presente sul nostro sito; ma «in vetrina» abbiamo preferito sorvolare. Un modo per esprimere disagio rispetto al coinvolgimento di termini di qualche delicatezza per la sensibilità dei nostri lettori. E un modo per prendere le distanze pure dal seguito di una vicenda che non solo non ci convince (com'è ovvio), ma che