Dieci anni fa, alla PUG di Roma, discutevo la tesi di dottorato.

Ecco le parole di ringraziamento con cui concludevo la presentazione.

 


 

Rispettoso della dinamica simbolica che ho creduto di rintracciare negli Autori che mi hanno guidato in questa ricerca, mosso dallo Spirito vorrei concludere con un'operazione squisitamente simbolica, del simbolismo realista di cui Solov'ëv mi è stato maestro.

Vedo mia mamma, mio papà, mio fratello e mia sorella, insieme agli altri miei parenti e benedico il Padre che ha voluto il sacramento del matrimonio e che ci ha donato di essere famiglia cristiana, a cui sono aperti futuri di bene.

Vedo p. Rupnik e benedico il Padre per avermi fatto accostare un modo profondo ed entusiasmante di contemplare la realtà creata, in un intreccio per me ormai indispensabile di teologia, antropologia, relazioni e carità.

Vedo p. Rosato e p. Brodeur e benedico il Padre che mi ha fatto incontrare col mondo stimolante della PUG, e per l'impressione enorme che suscita in me l'incontro con tanti professori e con gli immensi scaffali della Biblioteca.

Vedo don Diego e don Sandro e benedico il Padre che mi ha fatto trovare un tetto e un letto (nonché un tavolo e un campo da calcetto!) dove vivere i cinque anni romani.

Vedo don Gianfranco e don Franco Giulio e benedico il Padre che ha donato lo spirito di discernimento sulla mia storia e di saggezza alla riflessione teologica del mio Seminario.

Vedo don Francesco, don Carlo, don Roberto, don Andrea e un sacco di altri don e benedico il Padre per il dono della mia vocazione e dell'amicizia con loro, fonte perenne della crescita del mio essere persona in relazione.

Vedo i fratelli e le sorelle del mio paese d'origine, S. Vittore Olona, e benedico il Padre per la cura con cui ha accompagnato la ferialità della mia crescita.

Vedo gli amici della Parrocchia di Milano S.Luca e benedico il Padre per il ministero e per l'affetto di cui sono circondato.

Vedo gli amici del Gruppo Scout Roma 122 (e non solo!) e benedico il Padre che mi ha introdotto in questo mondo affascinante e mi ha educato, attraverso di loro, ad essere giovane prete.

Vedo che non vedo con gli occhi fisici tutti, ma li raggiungo con i sensi spirituali e benedico il Padre che mi ha concesso, anche in questa maniera, di stare vicino alle altre creature del sesto giorno.

Benedico il Padre per tutte le persone che con me hanno vissuto in modo intenso, sereno e casto il loro eros, e mi hanno così sussurrato la necessità, la possibilità e la plausibilità di un tale lavoro teologico.

Attraverso voi vedo realmente il volto della Trinità e per questo benedico il Padre che ha creato agli uomini e le donne, figli suoi.

Amen.