Diceva padre Nazareno Fabbretti, cresciuto alla scuola fondamentale del giornalismo: «La prima cosa da capire è che bisogna farsi capire». E il grande esegeta - nonché sensibilissimo poeta - Luis Alonso Schokel, scomparso nel 1999, ribatteva nella testa dei suoi studenti dell'Istituto Biblico di Roma questo chiodo: «Ricordate che chiarità è carità».

Sì, la chiarezza dice rispetto delle persone. Mentre l'oscurità, specie se voluta, magari camuffata da scientificità, denota un evidente disprezzo degli altri. Dobbiamo osare la chiarezza. E dobbiamo esigerla anche dagli altri. Chi sembra divertirsi a non farsi capire, in realtà, è uno che sta architettando una frode nei confronti del prossimo. Urge, perciò, smascherare questi imbroglioni. C'è da stare alla larga da chi non ha le carte in regola con la chiarezza. Bisogna diffidare di chi non va d'accordo con la semplicità.

Quanto più le cose sono difficili, tanto più occorre spiegarle in maniera facile. E se certe faccende appaiono complesse e ingarbugliate, uno ha diritto di... vederci chiaro.

Il guaio è che la chiarezza non la si apprende all'università, né penso ci siano insegnanti preparati sull'argomento. Però basterebbe (...) frequentare la scuola d'obbligo della vita comune. E il titolo di iscrizione è quello rappresentato dalla virtù dell'umiltà. Il prete dovrebbe rendersi conto che il problema non è quello di apparire dotto, ma di farsi capire da tutti. Se il prete rinuncia alla pretesa di apparire più intelligente della sua gente, e si mette su un piano di chiarezza e semplicità, la cosa torna a vantaggio di tutti.


Alessandro Pronzato, La predica prova della fede?, 90-91