Lo Spirito Santo operatore della comunione nella verità totale

Individuare alcuni tra i principali punti di frattura della verità integrale, non è stato difficile; diventa invece un'impresa disperata catalogare tutti i frantumi di cristianesimo che possono derivare dalle diverse rotture. Ne abbiamo ricordati alcuni; continuare nell'elencazione sarebbe troppo lungo oltre che penoso. I frammenti raccolti insieme non compongono un tutto, ma un mucchio confuso di pezzi grandi o piccoli, di molto o di scarso valore. E in ciascuno di essi la verità piena del cristianesimo a volte non può che riflettersi in modo miseramente deformato e parziale.

C'è chi proclama che il cristianesimo si vive nel «gruppo», evidentemente nel «suo» gruppo; e c'è chi continua a credere in un cristianesimo individualistico.

C'è chi riconosce il cristianesimo solo se si compromette nei conflitti sociali, perché, a suo giudizio, il cristianesimo o è «politico» o non è; e c'è chi riconosce il cristianesimo solo se non si fa «parte» nella contesa socio-politica.

C'è chi vede lo Spirito Santo solo nei carismi indisciplinati e ribelli; e c'è chi lo vede nel ministero dei vescovi, ma solo per il dialogo e la partecipazione non per l'ascolto e il riconoscimento della «parola di salvezza» espressa nella voce dell'autorità. C'è chi afferma la «specificità» del cristianesimo e c'è chi nega che il cristianesimo abbia una tale specificità che giustifichi le sue scuole, le sue istituzioni di assistenza, le sue opere di formazione.

C'è chi agita il suo frammento, raccoglie intorno a esso i «suoi», ma esclude gli altri che si agitano intorno a un diverso frammento. I frammenti dividono e non uniscono. Intorno a essi si possono prendere e fare accordi e compromessi, ma non comunione.

Sul tumulto di queste voci concitate e passionali pare che si levi ancora la voce del Signore: «Se sentirete che il Cristo è qui o è là, non credete, non muovetevi, state dove siete» (Mt. 24, 23).

Per fare comunione, ci vuole l'unica fede in tutta la verità; ma a quest'unica fede in tutta la verità non si può pervenire senza lo Spirito Santo. Ille Spiritus veritatis docebit vos omnem veritatem (Gv. 16, 13).

Venga, dunque, lo Spirito Santo: egli è il primo e supremo operatore di comunione tra le persone, a cominciare da quelle augustissime della Trinità divina. Venga e si effonda in noi come un crisma sacro: tanto più ci potrà penetrare, quanto più coltiveremo l'amicizia personale col Signore Gesù: perché è lui che ce lo manda; tanto più ci potrà possedere, quanto più ameremo la Chiesa, perché è sulla Chiesa che discende.

Venga, e c'insegni a non frantumare il tutto, ma a riconoscere nei frantumi il rimpianto e il sospiro verso il tutto.

Venga e faccia di tutti i presbiteri, con i vicari episcopali, i vescovi e l'arcivescovo della santa Chiesa ambrosiana una sola comunione nella verità totale, che è Cristo Signore, morto e risorto.

card. Giovanni Colombo, Omelia del giovedì santo 1974