La Messa parrocchiale

di don Primo Mazzolari

Non una Messa pontificale, non una Messa in una basilica o in una abbazia benedettina, ma la più povera delle Messe, celebrata dal più povero dei sacerdoti.

La nostra chiesa è la più povera delle chiese.

Il vescovo non s'illuda se in visita pastorale la trova quasi bella. Siamo anche noi dei poveri uomini che, quando viene il superiore, danno un colore di festa anche agli stracci.

Ma non vergognamoci della povertà della nostra chiesa, che s'intona assai bene con la Messa e fa meno paurosa la nostra povertà.

Quale preparazione possiamo fare noi poveri parroci, alla nostra Messa parrocchiale della domenica?

La liturgia è un momento composto, dicono alcuni. Vorrei che qualche mio confratello di città venisse a celebrare da me la domenica. Dopo, potrebbe parlare con più competenza di «momento composto».

Dov'è il popolo? La chiesa è ancora vuota. O perché piove, o perché fa caldo, o perché gela: bisogna attendere, i nostri clienti non hanno fretta.

Andiamo in sacrestia. Il sacrista è sbadato: i chierichetti litigano per il primo posto, come gli apostoli...

Finalmente, ci si avvia all'altare. Il momento richiederebbe il massimo raccoglimento: ma come si fa a non dare uno sguardo alla navata per vedere se c'è gente e come sta?

Adesso salgo l'altare. Incomincia la Messa parrocchiale... (continua - fai il download dell'intera meditazione tra i nostri Testi)