In fondo - visto che sono cristiano -trovo normale che anche a 2 km dal Vaticano, considerato il cuore della cattolicità, un leader politico-religioso possa tenere le sue catechesi e proclami che non fu Gesù ad andare sulla croce ma un suo sosia.

Dopo aver visto le file per le selezioni di X-Factor, il Grande Fratello, la discoteca dove verrà (o non verrà) Fabrizio Corona, ecc. non mi colpisce più che un tot di cittadine italiane (che si considerano "di bella presenza") aspiri a partecipare anche a questo "evento".

Non dovrei più sorprendermi che i media abbiano abbondantemente coperto i contenuti di questi incontri, soffermandosi solo sulla sua facciata di gossip.

Mi domando dove finiscano - quando appare Gheddafi - i difensori del crocifisso, della cosidetta "cultura cattolica italiana", e tutti quelli che ce l'hanno su con i marocchini, i tunisini, i maghrebini, ecc. Come mi domando dove finiscano - quando appare Putin - i detrattori del comunismo e delle sue nefandezze.

Però le mie orecchie sono contente quando - almeno in queste occasioni - non sentono né gli uni né gli altri.


don Chisciotte


Gheddafi dà lezione a 200 hostess

Roma, parla di Islam e regala un Corano

Convoca duecento hostess in una villa a Roma. Loro credono di essere state invitate a una serata di gala e invece trovano il leader libico che dà loro lezione di Islam. Il singolare "professore", nella capitale per il vertice Fao sulla fame nel mondo, ha organizzato un incontro per spiegare che l'Islam non è contro le donne, che sulla croce non ci è andato Gesù Cristo ma un suo sosia, e per invitare le sue ospite a convertirsi.

Le hostess erano state reclutate da una società di pubbliche relazioni, che nell'annuncio diceva di cercare ragazze piacevoli, tra i 18 e i 35 anni, ben vestite ma non in minigonna o scollate, alte almeno un metro e 70 centimetri e prometteva un compenso di 50 euro.

Una volta arrivate a destinazione, le ragazze passano il controllo di un metal detector, lasciano tutti gli oggetti personali all'ingresso della villa, vengono fatte fatte accomodare in una grande sala, le più graziose si siedono nelle prime file, e lì attendono l'arrivo di Gheddafi accompagnato da un interprete.

Il premier libico parla a lungo raccontando i suoi precedenti viaggi in Italia, gli incontri avuti con il presidente del Consiglio Berlusconi, e la cooperazione tra Italia e Libia. Chiede alle giovani se sarebbero disposte ad accogliere nel loro Paese cittadini libici (la risposta è un coro di sì) e se sarebbero disposte ad andare loro in Libia. E infine, spiega a lungo i principi dell'Islam concludendo con l'invito a convertirsi "ma solo con convinzione". Dura quasi due ore la serata di lavoro delle ragazze, che si chiude con il dono di una copia a testa del Corano e del libretto verde della Jamaria.