Benedetta tu, nuda Materia, terra arida, dura roccia; tu che non cedi se non alla violenza e ci sforzi a lavorare, se vogliamo procurarci il pane.
Benedetta tu sia, pericolosa Materia, madre terribile; tu ci divori se non ti incateniamo.
Benedetta tu sia, universale Materia, durata senza limiti, fiume senza sponde, triplice abisso di stelle, di atomi, di generazioni; tu che dissolvendo le nostre strette misure ci riveli le dimensioni stesse di Dio.
Benedetta tu sia, impenetrabile Materia, tu che tesa dovunque tra le nostre anime e il mondo delle essenze, ci fai languire, dal desiderio di bucare il velo senza cuciture dei fenomeni.
Benedetta tu sia, immortale Materia, tu che dissociandoti un giorno in noi, ci introdurrai per forza nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strappi, noi vivremmo inerti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio.
Tu che ferisci e guarisci, tu che ristori e che pieghi, tu che sconvolgi e costruisci, tu che incateni e che liberi, linfa della nostra anima, Mani di Dio, Carne di Cristo, Materia: ti benedico.
Io ti saluto, sorgente armoniosa delle anime, limpido cristallo dal quale sarà tratta la Nuova Gerusalemme.
Io ti saluto, "ambiente divino", carica di potenza creativa, oceano agitato dallo Spirito, argilla impastata e animata dal Verbo Incarnato.
Benedetta tu sia, pericolosa Materia, madre terribile; tu ci divori se non ti incateniamo.
Benedetta tu sia, universale Materia, durata senza limiti, fiume senza sponde, triplice abisso di stelle, di atomi, di generazioni; tu che dissolvendo le nostre strette misure ci riveli le dimensioni stesse di Dio.
Benedetta tu sia, impenetrabile Materia, tu che tesa dovunque tra le nostre anime e il mondo delle essenze, ci fai languire, dal desiderio di bucare il velo senza cuciture dei fenomeni.
Benedetta tu sia, immortale Materia, tu che dissociandoti un giorno in noi, ci introdurrai per forza nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strappi, noi vivremmo inerti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio.
Tu che ferisci e guarisci, tu che ristori e che pieghi, tu che sconvolgi e costruisci, tu che incateni e che liberi, linfa della nostra anima, Mani di Dio, Carne di Cristo, Materia: ti benedico.
Io ti saluto, sorgente armoniosa delle anime, limpido cristallo dal quale sarà tratta la Nuova Gerusalemme.
Io ti saluto, "ambiente divino", carica di potenza creativa, oceano agitato dallo Spirito, argilla impastata e animata dal Verbo Incarnato.
p. Teilhard de Chardin