Senza "digitale", spenta la tv si può vivere meglio di prima

di Alberto Mattioli

Da venerdì 9 ottobre vivo senza televisione. E non solo sopravvivo, ma sto benissimo. Dovrei mentire e scrivere che soffro, martire dell'esperimento sadico di restare senza tivù nel 2010? Beh, no. Intanto perché nessuno mi ha chiesto questo eroismo e ho deciso da solo di trasformarmi nella cavia umana di me stesso. E poi perché la tivù dà dipendenza solo se l'accendi. Se accenderla non puoi, sei libero. E, a differenza di quel che avviene con droga, alcol, fumo, gioco, opera lirica e altri vizi che danno assuefazione, liberarsi è semplicissimo, almeno per chi ha la fortuna di abitare nel Piemonte occidentale (Torino compresa) o in Sardegna. Basta non comprare il decoder o, avendolo, non installarlo.

Il 20 maggio sono sparite Raidue e Rete4: fare a meno di Fede, lo confesso, all'inizio è stata dura, ma ci si abitua a tutto. In fin dei conti, l'uomo è il più adattabile degli animali. Così, quando è arrivato, il fatale venerdì non è stato affatto nero. Semplicemente, dall'oggi al domani, spingendo il pulsante si è materializzato soltanto un pulviscolo di puntini tremolanti che ricorda alcune opere d'arte contemporanea e, in ogni caso, piace moltissimo alle mie gatte. (...)

Però, obbietterete: e l'informazione? Essere aggiornati su quel che succede nel mondo, e magari non solo dalle parti di Montecitorio come credono i tiggì Rai, è importante per tutti e fondamentale per chi fa il tuo mestiere. Già, ma qui c'è l'ennesima dimostrazione che la vendetta è un piatto che va mangiato freddo. Come la tivù ha soppiantato i giornali come principale somministratrice di news, così oggi Internet fa la pelle alla tivù. A portata di clic c'è il mondo. E senza pastone politico, accenti romaneschi, sintassi sballate, congiuntivi sbagliati e congiuntiviti da overdose di capigruppo. Quanto alle serate de-televisionate, sono tutt'altro che tristi. Si riscoprono piaceri dimenticati come un buon libro, un ottimo disco e due chiacchiere con le gatte, che avranno magari una conversazione un po' limitata, ma dicono meno sciocchezze degli ospiti dei talk show. E in ogni caso fanno meno baccano.