«Temi tu forse che, compiendo molte elemosine, per la tua prodigalità possa venir meno il patrimonio e tu ti riduca in povertà? Quanto a ciò non ti sgomentare. Sta' sicuro che di quello che si spende in uso di Cristo e si adopera per un'opera degna del cielo, non si vede mai la fine. E non ti prometto questo per mia opinione, ma fondandomi sulle parole della sacra Scrittura e sulle promesse dell'autorità divina: « Per chi dà al povero non c'è indigenza, ma chi gli chiude gli occhi sarà in grande carestia» (Prv 28, 27). Inoltre, S. Paolo apostolo, pieno della grazia della divina ispirazione, dice: « Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia» (2 Cor 9,10). (...)

Tu dubiti forse che il tuo patrimonio venga meno, se con esso cominci a compiere con larghezza opere buone? Non ti accorgi che, mentre temi di perdere il patrimonio per te, perdi te stesso per il patrimonio. Pensi tu forse che chi nutre Cristo, non sia nutrito da Cristo stesso? E che chi ci dà le cose celesti e divine, ci faccia venir meno quelle terrene?

Tu conservi i denari, ma questi, non conservano te. Deciditi, dividi le tue rendite con il tuo Signore, spartisci i tuoi frutti con Cristo; rendi Cristo partecipe di ciò che possiedi in terra affinché poi egli ti chiami con sé all'eredità del regno dei cieli.

san Cipriano, Le opere e le elemosine, 9-10