Supereroi di oggi: avidi, violenti ed egoisti
Trasmettono un messaggio sbagliato ai giovani, basando la propria vita sulla vendetta e l'interesse personale
di Emanuela Di Pasqua
I supereroi del passato, ormai in pensione, ispiravano modelli comportamentali decisamente più positivi rispetto ai supereroi odierni, rei soprattutto di non insegnare ai ragazzi la solidarietà: lo sostiene la dottoressa Sharon Lamb, dell'Università del Massachusetts, autrice di uno studio sull'impatto che questi eroi del fantasy esercitano sugli adolescenti maschi. (...) Ne è risultato che gli eroi moderni sono quasi privi di molte delle virtù che caratterizzavano invece personaggi come Superman. In passato, come testimonia Clark Kent (Superman), creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938, i supereroi avevano lavori normali e credevano nella giustizia sociale, mentre oggi sono aggressivi, sarcastici e raramente pensano di mettere i loro poteri straordinari al servizio dell'umanità. Superman non a caso nacque in un periodo storico inquietante, in cui il desiderio di giustizia sociale e di servire la comunità poteva essere letto come una risposta naturale all'ascesa dei fascismi. (...)
Insomma tutte le culture hanno i loro mitici eroi e i supereroi dei fumetti possono essere visti come una versione aggiornata della mitologia classica. Ogni epoca ha i suoi supereroi, sui quali i giovanissimi forgiano la propria personalità, ispirandosi alle loro virtù e introiettando modelli comportamentali. Ma nel nostro tempo i vari X-Men o Iron Man sono poco attenti alla giustizia sociale, sfruttano le persone (soprattutto le donne) e hanno dei comportamenti prevaricatori. Dal gruppo di supereroi mutanti (negli X-Men le facoltà straordinarie sono date da un'alterazione del DNA) al mitico Anthony Edward Tony Stark (vero nome di Iron Man) nei personaggi dei fumetti di oggi non vi è più traccia di quel forte senso di solidarietà che animava i personaggi di un tempo. «Il pericolo - fa notare Sharon Lamb - è che i bambini crescano con valori sbagliati». Inoltre il fatto che dietro i poteri straordinari non ci siano persone anche normali (come accadeva un tempo), con una vita, un lavoro e un amore, fa sì che l'immaginario infantile sia ancor più confuso. Del resto anche i supereroi sono figli del loro tempo e se quelli del terzo millennio sono così aridi non sarà un caso.
Trasmettono un messaggio sbagliato ai giovani, basando la propria vita sulla vendetta e l'interesse personale
di Emanuela Di Pasqua
I supereroi del passato, ormai in pensione, ispiravano modelli comportamentali decisamente più positivi rispetto ai supereroi odierni, rei soprattutto di non insegnare ai ragazzi la solidarietà: lo sostiene la dottoressa Sharon Lamb, dell'Università del Massachusetts, autrice di uno studio sull'impatto che questi eroi del fantasy esercitano sugli adolescenti maschi. (...) Ne è risultato che gli eroi moderni sono quasi privi di molte delle virtù che caratterizzavano invece personaggi come Superman. In passato, come testimonia Clark Kent (Superman), creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938, i supereroi avevano lavori normali e credevano nella giustizia sociale, mentre oggi sono aggressivi, sarcastici e raramente pensano di mettere i loro poteri straordinari al servizio dell'umanità. Superman non a caso nacque in un periodo storico inquietante, in cui il desiderio di giustizia sociale e di servire la comunità poteva essere letto come una risposta naturale all'ascesa dei fascismi. (...)
Insomma tutte le culture hanno i loro mitici eroi e i supereroi dei fumetti possono essere visti come una versione aggiornata della mitologia classica. Ogni epoca ha i suoi supereroi, sui quali i giovanissimi forgiano la propria personalità, ispirandosi alle loro virtù e introiettando modelli comportamentali. Ma nel nostro tempo i vari X-Men o Iron Man sono poco attenti alla giustizia sociale, sfruttano le persone (soprattutto le donne) e hanno dei comportamenti prevaricatori. Dal gruppo di supereroi mutanti (negli X-Men le facoltà straordinarie sono date da un'alterazione del DNA) al mitico Anthony Edward Tony Stark (vero nome di Iron Man) nei personaggi dei fumetti di oggi non vi è più traccia di quel forte senso di solidarietà che animava i personaggi di un tempo. «Il pericolo - fa notare Sharon Lamb - è che i bambini crescano con valori sbagliati». Inoltre il fatto che dietro i poteri straordinari non ci siano persone anche normali (come accadeva un tempo), con una vita, un lavoro e un amore, fa sì che l'immaginario infantile sia ancor più confuso. Del resto anche i supereroi sono figli del loro tempo e se quelli del terzo millennio sono così aridi non sarà un caso.