Anche la solidarietà può essere ingiusta

"Aiuti guidati da interessi ed alleanze"La denuncia dell'associazione francese Oxfam: "Un congolese riceve 27 volte meno soldi di un palestinese e 7 meno di un afgano"

di Anais Ginori

Anche la solidarietà può essere ingiusta. Nel "borsino" degli aiuti umanitari un congolese riceve 27 volte meno soldi di un palestinese, e 7 volte meno che un afgano. Quando si tratta di donare, non tutti sono uguali. E questo già si sospettava. Ma Oxfam France ha deciso di pubblicare una classifica tra Paesi più o meno assistiti, proprio in occasione della giornata mondiale dell'aiuto umanitario. L'Ong ha esaminato le donazioni verso dodici nazioni in guerra. Un afgano riceve, ad esempio, 179 dollari all'anno contro i 25 di un congolese e i 10 di un pachistano. "Ancora prima delle inondazioni e dell'emergenza umanitaria di questi giorni  -  spiega Nicolas Vercken - le donazioni al Pakistan erano molto basse". Eppure, nota Oxfam France, ci sono 2,7 milioni di profughi pachistani, record mondiale. "Spesso - nota l'Ong - prevalgono altre logiche". Nel 2008 le esportazioni di armi dall'Unione europea verso Islamabad, ricorda Oxfam France, sono stati pari a 265 milioni di euro. "Purtroppo la solidarietà dei nostri governi - continua Vercken - segue anche convenienze economiche o di alleanze geopolitiche". Anche il ruolo dei media è sotto accusa. "I riflettori sono puntati unicamente su tre conflitti: Iraq, Afghanistan e Medio Oriente".

Gli aiuti per Sudan, Ciad, Somalia e Repubblica democratica del Congo sono stati l'anno scorso pari a 2,9 miliardi, una cifra imparagonabile - osserva l'Ong - ai 100 miliardi destinati al salvataggio per la Grecia da Fondo monetario  internazionale e Unione europea. Anche in termini di protezione dei civili esistono grandi differenze. "Durante la prima guerra mondiale - ricorda Vercken - solo una vittima su dieci era civile. Un secolo dopo, il rapporto tra vittime civili e militari si è invertito". Nel 2009 il numero di soldati internazionali presenti in Iraq era cinque volte superiore a quello nella Repubblica democratica del Congo. La regione del Darfur, nell'ovest del Sudan, ha il doppio di soldati occidentali che il sud, dove però ci sono più vittime civili. La priorità dell'Occidente, insomma, non è sempre umanitaria. "Abbiamo fatto questa classifica per provocare le coscienze, suscitare un dibattito" racconta Vercken. "La comunità internazionale  -  conclude il dirigente di Oxfam France - avrebbe il dovere morale di dare una risposta uguale tra tutte le popolazioni civili in pericolo, senza fare distinzioni di convenienza".