“Che cosa ho fatto dei miei studi in teologia...”

di Céline Hoyeau

Addetto parlamentare all'Assemblée Nationale, Alexandre Scaggion, 35 anni, considera i sette anni del ciclo C che ha da poco terminato come il crogiuolo in cui ha potuto maturare il suo impegno in politica. (...) Col senno di poi, il giurista nota che gli argomenti da lui scelti per le dissertazioni per superare i suoi esami lungo il suo percorso di studi, sia in esegesi, che in morale o in ecclesiologia, giravano sempre attorno agli stessi interrogativi. “Approfondire il legame tra fede, politica e diritto, riassume. Quegli studi sono stato un percorso di discernimento, per le mie scelte di vita.” A metà del ciclo C, Alexandre Scaggion ha lasciato l'insegnamento e “si è ribaltato in politica”: “Sono andato al di là delle mie motivazioni di partenza, ora interpreto il mio impegno come un appello a rivolgere uno sguardo teologico sul diritto e sulla politica. La teologia mi ha aiutato a trovare una unità ed una coerenza tra la mia fede, la mia vita professionale e la mia vita familiare”, testimonia questo giovane padre di famiglia. Lungi dall'essere una semplice formazione intellettuale, la teologia gli ha dato un altro sguardo sul mondo politico, osserva: “Gli studi non mi hanno dato una base tecnica, sul piano delle procedure parlamentari, ma, ad esempio, quando ricevo delle persone che mi sollecitano, vedo maggiormente la persona, i suoi rapporti con la sua famiglia, la sua casa... Lo stesso per gli emendamenti che redigo: non è pura tecnica giuridica o puro calcolo elettorale, mi sento propugnatore di una società più giusta.” Alexandre Scaggioni, che oggi frequenta il master I di teologia morale, non ha del resto cercato di impegnarsi nella Chiesa: “Per me, tanto gli studi quanto l'apostolato nella vita di un quartiere di periferia sono già un impegno ecclesiale totale”. Sposata, madre e nonna e, da settembre, responsabile della formazione dei laici nella diocesi di Orléans: a 53 anni, Marie-Paule Grattery ha la sensazione di aver trovato il suo posto nella Chiesa. E che i suoi studi in teologia l'hanno aiutata in questo. “Mi è sempre piaciuto approfondire le conoscenze. Crescere nella fede è anche imparare per trasmettere”, assicura. Come responsabile della cappellania di una scuola pubblica, Marie Paule Grattery ha cominciato a frequentare l'Institut d'études religieuses dell'Institut catholique di Parigi nel 2000 e ha proseguito con il ciclo C. “Dopo la mia licenza in teologia sono entrata nell'équipe della formazione permanente. Molti laici si formano per mettersi poi a servizio della Chiesa: essendo già nel giro, per me le cose erano più facili”, sottolinea. Eppure, in quanto donna, laica, non le è stato sempre facile aprire certe porte. “C'è stato un periodo in cui trovavo difficile il rapporto con l'istituzione e con la gerarchia. Mi chiedevo a cosa mi sarebbero serviti tutti i miei studi”, afferma, riconoscendo anche che certi preti hanno potuto essere sconcertati dal suo bagaglio teologico pari