Entri in ritardo a scuola? Volontariato alla Caritas
Turni di assistenza alla mensa della Caritas per gli studenti ritardatari: accade all'istituto Tecnico Ferraris-Pancaldo di Savona (industriale e nautico), dove i ritardi vengono registrati con un sistema informatizzato e per ogni sessanta minuti accumulati dai “dormiglioni” scatta un'ora di lavoro utile.
Si tratta di una «sanzione alternativa», come recita l'articolo 8 del Regolamento di disciplina dell'Istituto, pubblicato anche sulla homepage del sito della scuola: «Una misura ufficializzata e informatizzata dal primo settembre - ha spiegato il preside, Giovanni Battista Siccardi - frutto di un'idea sulla quale all'istituto stavamo già riflettendo da un paio d'anni e che dall'inizio di questo ciclo scolastico ha già coinvolto una trentina di giovani. Alcuni di questi sono rimasti così colpiti dall'esperienza che hanno preso informazioni per fare volontariato». (...) «All'inizio è stata un po' osteggiata dai ragazzi - spiega l'insegnante di elettronica Diego Cigliutti - ma ora tutti hanno capito il senso educativo dell'iniziativa e l'apprezzano, vivendo l'esperienza in modo sereno. Inoltre abbiamo offerto la possibilità, se le famiglie lo desiderano, di convertire anche i giorni di sospensione con turni alla Caritas. Cosa già avvenuta in due occasioni quest'anno».
Un'esperienza, che in alcuni casi ha aperto nuove prospettive, tanto da far desiderare ad alcuni di questi giovani di prestare volontariato. «Sono stato uno dei primi - racconta Mattia Allegra del quinto anno -. Avevo fatto quattro ore di ritardo e così sono andato alla Caritas ad aiutare a preparare i pasti, a lavare le pentole, a riordinare. Sono contento di averlo fatto. E vorrei continuare col volontariato. Penso che sia una buona iniziativa».
Ma il preside Giovanni Battista Siccardi ci tiene a sottolineare che la «sanzione» non nasce da una situazione di emergenza. «Qui sono tutti bravi ragazzi e di 5 in condotta non ce ne sono stati - sottolinea -. Con tutti questi controlli che mettiamo in atto sia sui ritardi che sulle assenze, i nostri studenti stanno attenti. Tra l'altro un paio di volte all'anno, a sorpresa, faccio venire anche la squadra narcotici della polizia con i cani. E sono contento di poter dire, che qui, non hanno mai trovato niente». Un superamento del concetto di “punizione”, insomma: l'intera gamma delle sanzioni disciplinari - è spiegato nel regolamento scolastico - deve avere finalità educative e deve «tendere al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica».
Turni di assistenza alla mensa della Caritas per gli studenti ritardatari: accade all'istituto Tecnico Ferraris-Pancaldo di Savona (industriale e nautico), dove i ritardi vengono registrati con un sistema informatizzato e per ogni sessanta minuti accumulati dai “dormiglioni” scatta un'ora di lavoro utile.
Si tratta di una «sanzione alternativa», come recita l'articolo 8 del Regolamento di disciplina dell'Istituto, pubblicato anche sulla homepage del sito della scuola: «Una misura ufficializzata e informatizzata dal primo settembre - ha spiegato il preside, Giovanni Battista Siccardi - frutto di un'idea sulla quale all'istituto stavamo già riflettendo da un paio d'anni e che dall'inizio di questo ciclo scolastico ha già coinvolto una trentina di giovani. Alcuni di questi sono rimasti così colpiti dall'esperienza che hanno preso informazioni per fare volontariato». (...) «All'inizio è stata un po' osteggiata dai ragazzi - spiega l'insegnante di elettronica Diego Cigliutti - ma ora tutti hanno capito il senso educativo dell'iniziativa e l'apprezzano, vivendo l'esperienza in modo sereno. Inoltre abbiamo offerto la possibilità, se le famiglie lo desiderano, di convertire anche i giorni di sospensione con turni alla Caritas. Cosa già avvenuta in due occasioni quest'anno».
Un'esperienza, che in alcuni casi ha aperto nuove prospettive, tanto da far desiderare ad alcuni di questi giovani di prestare volontariato. «Sono stato uno dei primi - racconta Mattia Allegra del quinto anno -. Avevo fatto quattro ore di ritardo e così sono andato alla Caritas ad aiutare a preparare i pasti, a lavare le pentole, a riordinare. Sono contento di averlo fatto. E vorrei continuare col volontariato. Penso che sia una buona iniziativa».
Ma il preside Giovanni Battista Siccardi ci tiene a sottolineare che la «sanzione» non nasce da una situazione di emergenza. «Qui sono tutti bravi ragazzi e di 5 in condotta non ce ne sono stati - sottolinea -. Con tutti questi controlli che mettiamo in atto sia sui ritardi che sulle assenze, i nostri studenti stanno attenti. Tra l'altro un paio di volte all'anno, a sorpresa, faccio venire anche la squadra narcotici della polizia con i cani. E sono contento di poter dire, che qui, non hanno mai trovato niente». Un superamento del concetto di “punizione”, insomma: l'intera gamma delle sanzioni disciplinari - è spiegato nel regolamento scolastico - deve avere finalità educative e deve «tendere al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica».