Il titolo che do ai nostri Esercizi dice che l'utopia è alla prova di una comunità concreta. Di fatto il problema che intendo affrontare, sulla scia di Paolo, è di capire in quale modo un grande ideale come quello del regno di Dio, del corpo di Cristo, del tempio santo, della costruzione unitaria, possa essere vissuto in una realizzazione storica. La storia di una comunità è spesso piuttosto deludente; è deludente la chiesa di Corinto per le sue divisioni e i suoi conflitti, e tuttavia l'ideale è sempre presente. Come coniugare le due realtà? È questo, del resto, l'interrogativo di ogni uomo politico che non voglia accontentarsi della mediocrità, ma si impegna con serietà e responsabilità: come riuscire a mettere insieme l'alto ideale di una società giusta e le difficili situazioni quotidiane magari poco chiare e ambigue? Ed è naturalmente il dilemma del pastore chiamato a scrutare le Scritture, a contemplare il mistero del regno di Dio e, nello stesso tempo, a risolvere questioni concrete, talora meschine affrontando continue difficoltà di intesa, di comunione anche nelle cose più semplici. È il problema di ogni cristiano appassionato della Chiesa e della sua comunità, e che si accorge con dolore che il regno di Dio incontra ostacoli per i ritardi e le manchevolezze che ciascuno di noi vive. Spesso mi chiedo, di fronte alle situazioni di una parrocchia: dov'è attuato il Discorso della montagna, dov'è testimoniato lo spirito delle beatitudini? Come bisognerebbe realizzare qui l'ideale, come vivere il divario tra l'ideale e la realtà? Mi consola dunque pensare che Paolo si sia trovato di fronte a tale scarto: grande visione del regno di Dio, e una comunità difficilissima nella quale era presente ogni tipo di scandalo, a partire da quello delle divisioni. Egli è rimasto fedele all'ideale e ha lottato senza mai rassegnarsi, trovando il coraggio di proporre mete nuove e, addirittura, ha compreso meglio la bellezza dell'ideale attraverso l'esperienza sofferta delle difficoltà. È proprio ciò che colpisce nella prima lettera ai Corinti: gli scandali sono per lui luoghi di rivelazione più profonda dell'ideale comunitario del Vangelo. È, in fondo, il tema della sapienza della croce, che compare già all'inizio della lettera: grazie alla croce, all'insuccesso, l'Apostolo acquista una maggiore consapevolezza del vero volto della Chiesa.

Carlo Maria Martini, L'utopia alla prova di una comunità, 22-23