Le provocazioni, la contestazione, le invettive, le polemiche, le prese di posizione "scandalose", gli atteggiamenti critici di padre Turoldo, disturbatore della pubblica quiete, hanno punteggiato per oltre quarantanni la cronaca ecclesiale. E rischiano perfino di diventare un cliché abusato.
Quello che occorre invece accertare è il movente dei delitti di "lesa quiete" commessi da p. David. Alla base dei suoi gesti provocatori, insolenti, si scopre una divorante, fiammeggiante passione. Turoldo è un innamorato. Un innamorato ferito, deluso, e perciò autorizzato a urlare, a denunciare con foga i tradimenti, a smascherare impietosamente le menzogne.
«Parlo perché amo, e taccio perché amo» si giustificava don Mazzolari nel momento più buio della persecuzione che si era abbattuta su di lui. Turoldo, proprio perché ama, non ce la fa a tacere, tantomeno a sussurrare. Riesce solo a parlare, anzi a gridare, perfino a ruggire.
Ma le sue critiche - e non sempre, dobbiamo riconoscere, il bersaglio era quello giusto; oppure i bersagli presi di mira erano un po' troppo insistiti, e quindi sospetti, inevitabilmente parziali
Quello che occorre invece accertare è il movente dei delitti di "lesa quiete" commessi da p. David. Alla base dei suoi gesti provocatori, insolenti, si scopre una divorante, fiammeggiante passione. Turoldo è un innamorato. Un innamorato ferito, deluso, e perciò autorizzato a urlare, a denunciare con foga i tradimenti, a smascherare impietosamente le menzogne.
«Parlo perché amo, e taccio perché amo» si giustificava don Mazzolari nel momento più buio della persecuzione che si era abbattuta su di lui. Turoldo, proprio perché ama, non ce la fa a tacere, tantomeno a sussurrare. Riesce solo a parlare, anzi a gridare, perfino a ruggire.
Ma le sue critiche - e non sempre, dobbiamo riconoscere, il bersaglio era quello giusto; oppure i bersagli presi di mira erano un po' troppo insistiti, e quindi sospetti, inevitabilmente parziali