In calo le offerte alla Chiesa
La crisi economica colpisce le offerte dei fedeli di strati sociali medio-alti e sono in flessione anche le donazioni di enti pubblici e privati per le opere di carità della Chiesa cattolica.
di Giacomo Galeazzi
Cala l'elemosina alla Chiesa, resiste solo l'obolo della vedova. La crisi economica colpisce le offerte dei fedeli di strati sociali medio-alti e sono in flessione anche le donazioni di enti pubblici e privati per le opere di carità della Chiesa cattolica. A resistere è tuttavia il cosidetto «obolo della vedova», ovvero le poche euro, inviate tramite appositi bollettini postali, da una popolazione povera composta per lo più da madri di famiglia, vecchiette e pensionati che risparmiano sulla spesa quotidiana. Lo riferisce all'Osservatore Romano monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, sottosegretario del Pontificio Consiglio «Cor Unum», il dicastero vaticano della solidarietà. Dove la crisi si fa sentire di più «è nel settore del finanziamento dei medi e grandi progetti in favore dei Paesi poveri. Sono diminuiti drasticamente sia le donazioni sia i fondi pubblici destinati a questo scopo», spiega il presule. La macchina della carità del Papa anche quest'anno ha distribuito circa sei milioni e mezzo di dollari statunitensi, destinati a popolazioni colpite da calamità naturali e al finanziamento di progetti nei Paesi in via di sviluppo. Intanto diminuiscono anche le quote dell'otto per mille destinate alla Chiesa cattolica: dal 2008 al 2009 il calo è stato del 3,8%. I fondi attribuiti dallo Stato alla Chiesa in base alle firme dei contribuenti sono scesi da 1002,5 milioni di euro a 967,5 per il sostentamento del clero, la carità, il culto, la pastorale. Il 2009 rappresenta il punto minimo delle entrate dell'ultimo triennio.
La crisi economica colpisce le offerte dei fedeli di strati sociali medio-alti e sono in flessione anche le donazioni di enti pubblici e privati per le opere di carità della Chiesa cattolica.
di Giacomo Galeazzi
Cala l'elemosina alla Chiesa, resiste solo l'obolo della vedova. La crisi economica colpisce le offerte dei fedeli di strati sociali medio-alti e sono in flessione anche le donazioni di enti pubblici e privati per le opere di carità della Chiesa cattolica. A resistere è tuttavia il cosidetto «obolo della vedova», ovvero le poche euro, inviate tramite appositi bollettini postali, da una popolazione povera composta per lo più da madri di famiglia, vecchiette e pensionati che risparmiano sulla spesa quotidiana. Lo riferisce all'Osservatore Romano monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, sottosegretario del Pontificio Consiglio «Cor Unum», il dicastero vaticano della solidarietà. Dove la crisi si fa sentire di più «è nel settore del finanziamento dei medi e grandi progetti in favore dei Paesi poveri. Sono diminuiti drasticamente sia le donazioni sia i fondi pubblici destinati a questo scopo», spiega il presule. La macchina della carità del Papa anche quest'anno ha distribuito circa sei milioni e mezzo di dollari statunitensi, destinati a popolazioni colpite da calamità naturali e al finanziamento di progetti nei Paesi in via di sviluppo. Intanto diminuiscono anche le quote dell'otto per mille destinate alla Chiesa cattolica: dal 2008 al 2009 il calo è stato del 3,8%. I fondi attribuiti dallo Stato alla Chiesa in base alle firme dei contribuenti sono scesi da 1002,5 milioni di euro a 967,5 per il sostentamento del clero, la carità, il culto, la pastorale. Il 2009 rappresenta il punto minimo delle entrate dell'ultimo triennio.