“Di fatto la coscienza di Chiesa è spesso molto scarsa. Si ha una religiosità individuale, si compie una ricerca personale di Gesù e tuttavia manca il senso di Chiesa. E d'altra parte è normale che sia così, perché lo si acquista gradualmente, crescendo in essa, sacrificandosi e pagando di persona. E' più facile vivere il senso di appartenenza in una comunità religiosa. E' più difficile riferirlo alla Chiesa in quanto tale. Notiamo infatti una presenza di individualismo di gruppo, magari anche religioso, che non è vero e proprio sensus Ecclesiae. Posso dire sinceramente che nella mia esperienza ho vissuot da gesuita, fino all'età di cinquantatre anni, la solidarietà soprattutto con la Compagnia di Gesù. Quando sono diventato vescovo, allora ho capito che cos'è la solidarietà con la chiesa, con una comunità universale. In essa la mia appartenenza alla Compagnia di Gesù mi inseriva fortemente, in quanto ne era una specificazione concreta” (p. 57).

"Siamo chiamati ad approfondire il nostro inserimento nel popolo cristiano come grazia grande, fondamentale, e da cui tutte le altre derivano; l'essere il popolo di Dio, il vivere l'esperienza di chiesa, sono realtà da stimare al di sopra di ogni altro bene”.


C. M. Martini, Il segreto della prima lettera di Pietro, 58



“Per Pietro, come per tutto il NT, l'unica forza generante, l'unico seme di vita nuova per sé incorruttibile, è la Parola del Signore. Ogni altra parola, ogni altra mediazione culturale e persino ogni mediazione teologica (