Se riesco a capire questo nuovo aspetto della mia vita, ove il perdere è il solo guadagno vero che posso fare, non sono più povero. La povertà non è mancanza né di danaro né di successo, ma la impossibilità di spendermi, cioè la mancanza assoluta d'amore. Se posso dare, sono ricco. Donando, mi apro un credito senza limiti su Dio: dissuggello in me «la sorgente saliente a vita eterna». Chi domanda, è sempre un mendicante; chi rapisce, un mendicante; un mendicante chi violenta, strappa, conculca, opprime. Egli non ha mai nulla da dare, perché nulla mai gli trabocca dal cuore. Ecco il più gran male del nostro tempo. E si allarga come la peste: ne siamo tutti minacciati. Si salva soltanto chi ha fede nella carità. Chi crede nella carità non esige l'eguaglianza, non vanta diritti, non è un defraudato, non serba alcun risentimento. Come il Crocifisso, tiene le braccia spalancate ed il cuore aperto: può donare il perdono ai crocifissori e il paradiso al buon ladrone.
don Primo Mazzolari, Dietro la croce, 69