Il corpo di Padovese torna tra le merci
di Giacomo Galeazzi
Gli unici a non dimenticarsi del vescovo-martire sono stati i confratelli Cappuccini che hanno inviato all'aeroporto il loro vice-provinciale. Per il resto né la Santa Sede (che non ha neppure inviato, come da consuetudine, un delegato papale ai funerali) né il governo si sono ricordati del capo della Chiesa turca. Così il corpo del presule milanese Luigi Padovese è arrivato a Malpensa mercoledì mattina nel totale silenzio, su un cargo di Ankara. «Suscita stupore e amarezza il fatto che il vicario apostolico di Anatolia sia tornato in Italia su un cargo, fra le merci, come un sacco di patate - protesta il vicepresidente del consiglio comunale di Milano, Stefano Di Martino - lo onoreremo lunedì in Duomo ma era logico aspettarsi che fosse rimpatriato con più decoro e rispetto, con l'interessamento del governo italiano che avrebbe dovuto mettere a disposizione un aereo di Stato o militare». La cassa col leader dell'episcopato, ucciso a Iskenderun il 3 giugno, è arrivata con un volo della «Turkish airlines» e «non è stata nemmeno segnalata». Se ne sono accorti gli operatori dello scalo. Non è stato neppure avvisato il cappellano di Malpensa al quale non è arrivata comunicazione né da Roma né dal nunzio Lucibello. (...)
di Giacomo Galeazzi
Gli unici a non dimenticarsi del vescovo-martire sono stati i confratelli Cappuccini che hanno inviato all'aeroporto il loro vice-provinciale. Per il resto né la Santa Sede (che non ha neppure inviato, come da consuetudine, un delegato papale ai funerali) né il governo si sono ricordati del capo della Chiesa turca. Così il corpo del presule milanese Luigi Padovese è arrivato a Malpensa mercoledì mattina nel totale silenzio, su un cargo di Ankara. «Suscita stupore e amarezza il fatto che il vicario apostolico di Anatolia sia tornato in Italia su un cargo, fra le merci, come un sacco di patate - protesta il vicepresidente del consiglio comunale di Milano, Stefano Di Martino - lo onoreremo lunedì in Duomo ma era logico aspettarsi che fosse rimpatriato con più decoro e rispetto, con l'interessamento del governo italiano che avrebbe dovuto mettere a disposizione un aereo di Stato o militare». La cassa col leader dell'episcopato, ucciso a Iskenderun il 3 giugno, è arrivata con un volo della «Turkish airlines» e «non è stata nemmeno segnalata». Se ne sono accorti gli operatori dello scalo. Non è stato neppure avvisato il cappellano di Malpensa al quale non è arrivata comunicazione né da Roma né dal nunzio Lucibello. (...)
in “La Stampa” dell'11 giugno 2010