La famiglia normale per le serie tv non esiste

Era il 1968 quando in televisione trionfava La famiglia Benvenuti, serie di telefilm che raccontava le vicende quotidiane di mamma Marina, papà Alberto, dei loro figli Ghigo e Andrea e della tata Amabile. Nessun effetto speciale, niente guest star: solo le cose di tutti i giorni (dal lavoro del padre ai compiti scolastici dei figli, dal trasloco nella casa nuova alle discussioni coniugali) in cui gli spettatori potevano facilmente riconoscersi tributando, non a caso, uno straordinario successo al telefilm. Oggi, a quarant'anni di distanza, quella famiglia in tv non esiste più. Non nel senso dei Benvenuti ma in quello della famiglia tradizionale. Nei palinsesti televisivi non c'è n'è quasi più traccia. A farla da padrone sono quelle che vengono contrabbandate come famiglie 'moderne', protagoniste di serie tv (il più delle volte importate d'oltreoceano) praticamente impeccabili dal punto di vista della scrittura e della regia e, dunque, di grande appeal sul pubblico. (...)

Una tendenza che infila coppie scoppiate e famiglie scombinate un po' dappertutto, dalle corsie dell'ospedale di Grey's Anatomy (dove i medici sono più presi dalla loro vita privata che da quella dei pazienti) alla casa dei Martini di Un medico in famiglia o a quella de I Cesaroni, tanto per tornare a casa nostra.

Quello che, insomma, una volta era appannaggio esclusivo di prodotti come Dallas o Beautiful, talmente eccessivi e lontani dalla vita di tutti i giorni da essere considerati 'fumettoni', oggi è purtroppo ritenuto un ingrediente fondamentale per una serie televisiva che voglia avere successo. Con buona pace della realtà che dovrebbe accontentarsi di fare capolino dai reality show.


Tiziana Lupi