Accettare il denudamento

di Christine Pedotti

Sì, la Chiesa perde influenza, ed è una notizia bellissima! E' anzitutto una buona notizia per me che sono una donna. (..) Perché non sono tra coloro che coltivano la nostalgia di una cristianità ideale, bella come un'immagine pia, in cui la Chiesa, potenza di pace e di carità, istituisce la tregua di Dio, porta soccorso ai poveri e ai malati e guida con sapienza degna di Salomone. (...) Oh, certamente, ci sono cristiani che si sono opposti in nome dell'evangelo, santi e eroi: S. Vincenzo de Paoli, S. Giovanni Battista de la Salle, Anne Marie Javouhey, il padre Damien, Albert de Mun, l'Abbé Pierre e Madeleine Debrêl, per citarne solo alcuni tra la folla innumerevole di coloro che hanno messo la carità prima di ogni altra cosa. Si ha buon gioco, a cose fatte, nel mettere a credito della Chiesa le opere dei suoi figli e delle sue figlie migliori, che tuttavia sono stati quasi sempre considerati, al loro tempo, come dei fautori di disordine. La Chiesa, nella sua espressione istituzionale, è un potere che naturalmente si allea con i poteri. Gli esempi storici sono così numerosi, così convergenti che è impossibile citarli tutti. (...) La prima funzione della Chiesa non è quella di essere una comunità chiusa, ma una comunione. Una comunione non difende i propri interessi, ma si apre, accoglie, incorpora. Non promuove un «essere all'interno di sé» ma «un essere insieme» il più esteso possibile (sino all'estremità della terra e attraverso i secoli). Quanto ai «valori», perché occorrerebbe ad ogni costo inscriverli nella legge civile al posto di poterli incidere nei cuori? Riascoltiamo i nostri predecessori, i discepoli, che avevano le stesse nostre illusioni: «Quando restaurerari il Regno di Israele?». Anche loro sognavano maggiore influenza e posizioni di forza. Per tutta risposta ebbero il Cristo nudo, in croce. Sogno, spero, prego perché venga il giorno in cui la Chiesa accetti il denudamento. Quando non sarà più in nessun modo una potenza, forse potrà sperare di essere fedele al suo Signore. Con lui e in lui sarà una semplice presenza. Sarà al suo posto, in ginocchio ai piedi del mondo, secondo il comandamento che il Cristo le affida. Ma questo non avverrà senza che noi anzitutto, i fedeli di Cristo, saremo umilmente al servizio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in umanità. Allora, noi potremo dire in verità: la Chiesa, siamo noi.


in “Témoignage chrétien” n. 3394 del 29 aprile 2010 (traduzione: www.finesettimana.org)