Riti del potere. Il cardinale, il banchiere e il governatore: tutti sulla terrazza di Trinità de' Monti a casa del conduttore di Porta a Porta,

assieme al Cavaliere e a quello che lui spera sia il futuro figliol prodigo Pier

Metti una sera a cena da Vespa

di
Jacopo Jacoboni

Giovedì, al tavolo a osservare l'approccio di Berlusconi a Casini, c'erano anche Draghi, Geronzi e Bertone

Niente patti della crostata perché, innanzitutto, la crostata non c'era. Una pasta col pesce, del filetto di spigola - ma le versioni non concordano - un'immancabile caprese, di cui il Cavaliere è assai goloso, gelato. Sul vino testimonianze discordanti. Era bianco, ma non è accertato fosse Greco di Tufo. Non c'era il vitello, solitamente destinato ai ritorni a casa dei figlioli prodighi; nondimeno la cena a casa di Bruno Vespa giovedì sera, ospiti d'onore Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini, alla presenza di Gianni Letta, è stata una tappa sintomatica della fase politica che attraversiamo. Va raccontata più che come l'occasione di un accordo, come lo specchio di un potere e dei suoi riti.

Al tavolo oltre al Cavaliere, accompagnato dalla figlia Marina, Casini, Letta con signora - tutti avvistati dal cronista d'agenzia che era sotto casa Vespa - erano tuttavia invitati anche altri importanti personaggi della vita pubblica italiana. Un autentico salotto romano. Non politici, i due soli politici erano appunto Silvio e Pier; non giornalisti, nessun altro, a parte Vespa, era della partita. Ma è assodato da fonti certe che, da un piccolo ingresso laterale della bella casa su tre livelli del conduttore di Porta a Porta, sono saliti poco prima delle otto e trenta di sera anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, il cardinale Tarcisio Bertone, caro amico del padrone di casa e del suo ospite principale, e il banchiere Cesare Geronzi. Bertone è stato anche visto uscire da una berlina nera con targa vaticana, ma il giorno dopo i giornali non uscivano, e la notizia della sua presenza è rimasta celata. Ad accogliere gli ospiti, la moglie del padrone di casa, la signora Augusta Iannini.

La conversazione è stata politica, ma non solo, l'occasione del convivio era il festeggiamento dei 50 anni di giornalismo di Vespa, che giusto nel ‘60 scriveva i primi articoli sulle pagine sportive de Il Tempo. Narrano che Silvio si sia mostrato straordinariamente amichevole con Pier - i rapporti personali non si sono mai guastati. A un certo punto qualcuno l'ha anche visto mettere il braccio sulla spalla dell'antico alleato, mentre lo tentava con ipotesi tipo «dai, la nuova Dc siamo noi». I commensali al tavolo erano tutti grandemente preoccupati che si garantisse «stabilità al Paese». (...)