Le tentazioni del pellegrino

1. La tentazione di voler arrivare alla meta finale senza fare il cammino. Non voler riconoscere né accettare che siamo umani, limitati, di fango.

2. La tentazione della superficialità: come colui che "vede" la vita dal finestrino di un treno senza toccare il suolo, come spettatore e non come attore.

3. La tentazione di non fermarsi neppure un istante (l'attivismo), la fretta, l'immediatismo... a scapito dello "stop", della pausa, del silenzio, della revisione, della preghiera.

4. La tentazione di pensare che si possa fare il cammino senza errori, prudenze, perdite e smarrimenti; senza infilarsi, a volte, per strade senza uscita.

5. La tentazione di abbandonare quando spuntano le difficoltà; di far marcia indietro quando le cose diventano difficili e non vengono secondo i nostri calcoli; di tornare al punto di partenza, di tornare indietro per paura di confrontarsi con la vita, per nostalgia dei tempi passati.

6. La tentazione dell'indecisione: il non sapere cosa scegliere, dove avanzare, quale cammino seguire, perché ci sono diverse scelte.  Vivere senza decidere, senza fare mai scelte fondamentali, senza decidersi a lottare contro tutto il male scoperto nel cammino.

7. La tentazione di voler fare il cammino con l'applauso, l'ammirazione, i complimenti degli altri. Farlo solo quando gli altri ci vedono, ci applaudono, riconoscono chi siamo e cosa facciamo, si complimentano e lo manifestano.

8. La tentazione di volere che Dio - o la nostra Organizzazione - faccia tutto (o quasi tutto) per noi, nel nostro luogo.  Che siano a nostro servizio, che sia la nostra "macchina risolviproblemi", che Dio sia la nostra "polizza di assicurazione".

9. La tentazione di voler fare il cammino carichi di cose e ancora cose che ci diano sicurezza, caso mai.  Essere incapaci di camminare con poco carico, vivendo di apparenze; non di quello che si è, ma di quello che si possiede.

10. La tentazione di voler fare il cammino "alle spalle" degli altri, approfittandosi di loro, servendosi di loro, sfruttandoli.

11. La tentazione del pessimismo; quella che vede tutto nero, senza speranza, senza orizzonti, senza futuro; quella che ti fa sprofondare dopo la sconfitta.