In occasione dell'Anno Sacerdotale, in vari interventi (a partire dalla predicazione domenicale) ho ripreso questo argomento, ponendomi in ascolto della Parola, di Autori qualificati, della vita del popolo cristiano.
Ho anche ricevuto numerosi feedback circa la natura, i compiti, gli atteggiamenti, le osservazioni propri dei ministri ordinati della e nella Chiesa (diaconi, presbiteri, vescovi): si vede proprio che i cristiani hanno davanti agli occhi e nel cuore la sorte e la santità dei ministri ordinati!
Visto che l'anno dedicato particolarmente alla santificazione dei ministri ordinati sta per concludersi, raccoglierò qua e là alcuni spunti che via via mi sono stati offerti. Non sono i più importanti che si possano dire, anzi credo proprio che i più importanti siano già stati detti: queste sono solo "briciole" - "quisquilie" dirà qualcuno -, che però su una tavola imbandita, anche la migliore, attirano l'occhio e rovinano la bellezza, la bontà, la verità di ciò che vi sta sopra.
Oggi mi soffermo su un fenomeno spiacevole: diversi cristiani "impegnati" nella comunità cristiana hanno la percezione di vivere dei fenomeni di vero e proprio "rimbalzing" (neologismo) da parte dell'autorità ecclesiastica. Con questa espressione - che in parte si rifà alla definizione pur fluttuante di mobbing, ma senza quella dimensione di aggressività attiva - vogliono dire che non è raro trovare dei "capi" della comunità (a diverso livello) che non affrontano direttamente le questioni pressanti, centrali, nodali che pure vengono suscitate da molti cristiani, bensì le ignorano, le fanno rimbalzare contro un muro di gomma, rimandano, formano "commissioni" senza potere, inventano cavilli degni del dottor Azzeccagarbugli di manzoniana memoria...
In fondo chi si accorge delle improcrastinabili questioni che toccano oggi la comunità cristiana e crede dal profondo del cuore a ciò che dice, propone, porta avanti con passione... si trova disarmato, poiché c'è una pressione non manifesta, ma reale, che taglia le gambe dell'entusiasmo, della creatività, della volontà di essere attivi, propositivi, co-protagonisti. Tanti si allontanano dall'impegno nella comunità cristiana; tanti si raffreddano; tanti lasciano cadere le loro migliori idee ed energie, e si appiattiscono sulla "normalità". E così il gioco di chi ama il "rimbalzing" è fatto; loro si lavano la coscienza dicendo: «Se ne sono andati... Non propongono nulla... Chissà perché se la sono presa... Non sanno dire bene le cose...». E così la "questione" è rimbalzata via ed è stata rovesciata su qualcun'altro!
Ho anche ricevuto numerosi feedback circa la natura, i compiti, gli atteggiamenti, le osservazioni propri dei ministri ordinati della e nella Chiesa (diaconi, presbiteri, vescovi): si vede proprio che i cristiani hanno davanti agli occhi e nel cuore la sorte e la santità dei ministri ordinati!
Visto che l'anno dedicato particolarmente alla santificazione dei ministri ordinati sta per concludersi, raccoglierò qua e là alcuni spunti che via via mi sono stati offerti. Non sono i più importanti che si possano dire, anzi credo proprio che i più importanti siano già stati detti: queste sono solo "briciole" - "quisquilie" dirà qualcuno -, che però su una tavola imbandita, anche la migliore, attirano l'occhio e rovinano la bellezza, la bontà, la verità di ciò che vi sta sopra.
Oggi mi soffermo su un fenomeno spiacevole: diversi cristiani "impegnati" nella comunità cristiana hanno la percezione di vivere dei fenomeni di vero e proprio "rimbalzing" (neologismo) da parte dell'autorità ecclesiastica. Con questa espressione - che in parte si rifà alla definizione pur fluttuante di mobbing, ma senza quella dimensione di aggressività attiva - vogliono dire che non è raro trovare dei "capi" della comunità (a diverso livello) che non affrontano direttamente le questioni pressanti, centrali, nodali che pure vengono suscitate da molti cristiani, bensì le ignorano, le fanno rimbalzare contro un muro di gomma, rimandano, formano "commissioni" senza potere, inventano cavilli degni del dottor Azzeccagarbugli di manzoniana memoria...
In fondo chi si accorge delle improcrastinabili questioni che toccano oggi la comunità cristiana e crede dal profondo del cuore a ciò che dice, propone, porta avanti con passione... si trova disarmato, poiché c'è una pressione non manifesta, ma reale, che taglia le gambe dell'entusiasmo, della creatività, della volontà di essere attivi, propositivi, co-protagonisti. Tanti si allontanano dall'impegno nella comunità cristiana; tanti si raffreddano; tanti lasciano cadere le loro migliori idee ed energie, e si appiattiscono sulla "normalità". E così il gioco di chi ama il "rimbalzing" è fatto; loro si lavano la coscienza dicendo: «Se ne sono andati... Non propongono nulla... Chissà perché se la sono presa... Non sanno dire bene le cose...». E così la "questione" è rimbalzata via ed è stata rovesciata su qualcun'altro!
don Chisciotte