Perché lei è un uomo di speranza?

Perché credo che Dio è nuovo ogni mattina,

che crea il mondo in questo preciso istante, e non in un passato nebuloso, dimenticato.

Ciò mi obbliga a essere pronto in ogni istante all'incontro.

Perché l'inatteso è la regola della Provvidenza.

Questo Dio “inatteso” ci salva e ci libera da ogni determinismo

e sventa i foschi pronostici dei sociologi.

Questo Dio inatteso è un Dio che ama i suoi figli, gli uomini.

È questa la sorgente della mia speranza.

Sono un uomo di speranza

non per ragioni umane o per ottimismo naturale,

ma semplicemente perché credo che lo Spirito Santo

è all'opera nella Chiesa e nel mondo, che questi lo sappiano o no.

Sono un uomo si speranza

perché credo che lo Spirito Santo è sempre lo Spirito Creatore,

che dà, ogni mattina, a chi l'accoglie

una libertà nuova e una provvista di gioia e di fiducia.

Sono un uomo di speranza

perché so che la storia della chiesa è una lunga storia,

tutta piena delle meraviglie dello Spirito Santo.

Pensate ai profeti e ai santi,

che in ore cruciali sono stati strumenti prodigiosi di grazie

e hanno proiettato sulla via un fascio luminoso.

Credo alle sorprese dello Spirito Santo.

Giovanni XXIII ne fu una. Il Concilio pure.

Noi non ci aspettavamo né l'uno né l'altro.

Perché l'immaginazione di Dio e il suo amore sarebbero oggi esauriti?

Sperare è un dovere, non un lusso!

Sperare non è sognare, al contrario:

è il mezzo per trasformare un sogno in realtà.

Felici coloro che osano sognare

e che sono disposti a pagare il prezzo più alto

perché il sogno prenda corpo nella vita degli uomini


card. L. J. Suenens, Lo Spirito Santo nostra speranza, 11-12