Neanche a me piacevano i tedeschi. Erano gli stessi che avevo cercato nei libri della storia infame, che si erano fatti ubriacare e rovinare da Hitler e nessuna sconfitta aveva potuto strappare loro quell'impazzimento di fierezza. Sconfitti erano gli altri che facevano i servi alle loro vacanze in un'isola del sud.
La mia avversione cresciuta cieca sui libri, in Nicola aveva sintomi in carne. Incapace di ostilità reagiva con uno sfogo di timidezza. Un giorno mi disse che aveva riconosciuto un anno prima un soldato tedesco, uno che stava a Sarajevo. Si erano guardati, non si erano detti niente. Ma lui aveva risentito in pancia il morso della guerra. Era diventato rosso di vergogna, si trovava in chiesa a messa. Se n'era uscito senza nemmeno farsi il segno di croce: "Me so' mmiso scuorno pe' Ddio", si era vergognato per Dio.
"Adda tene' pacienza pure int'a casa soia", doveva avere pazienza pure a casa sua. È bella la pacienza in napoletano perché mette un po' della parola pace dentro la pazienza. Gli chiesi se era uno che aveva ammazzato della gente. Non rispose. M'insegnava a non aspettarmi sempre una risposta.
La mia avversione cresciuta cieca sui libri, in Nicola aveva sintomi in carne. Incapace di ostilità reagiva con uno sfogo di timidezza. Un giorno mi disse che aveva riconosciuto un anno prima un soldato tedesco, uno che stava a Sarajevo. Si erano guardati, non si erano detti niente. Ma lui aveva risentito in pancia il morso della guerra. Era diventato rosso di vergogna, si trovava in chiesa a messa. Se n'era uscito senza nemmeno farsi il segno di croce: "Me so' mmiso scuorno pe' Ddio", si era vergognato per Dio.
"Adda tene' pacienza pure int'a casa soia", doveva avere pazienza pure a casa sua. È bella la pacienza in napoletano perché mette un po' della parola pace dentro la pazienza. Gli chiesi se era uno che aveva ammazzato della gente. Non rispose. M'insegnava a non aspettarmi sempre una risposta.
Erri De Luca, Tu, mio, 20-21