Per un concilio permanente

di mons. Jacques Noyer, vescovo emerito di Lilla

Agli Stati Generali del cristianesimo [Tre giorni di dibattiti e laboratori organizzati su iniziativa del settimanale cattolico “La Vie” dal 23 al 25 settembre all'Università cattolica di Lilla (http://www.lavie.fr/arches/page.php?sk=etatsgeneraux-christianisme.sk)], un laboratorio poneva la domanda: “Ci vuole un nuovo concilio?” Alcuni desideravano un nuovo concilio che chiarisse i punti di esitazione così dolorosi oggi nella nostra vita ecclesiale. Altri chiedevano ancora un po' di tempo perché fosse applicato il Concilio Vaticano II. Molti sembravano chiedere un concilio ogni 25 anni. Per quanto mi riguarda, vorrei che la mia Chiesa sapesse vivere in stato di concilio permanente. Una Chiesa in stato di concilio permanente è una Chiesa che ritiene che la Buona notizia chiede ogni mattina di essere ridetta in termini nuovi situati nell'attualità del giorno. È una Chiesa che rinuncia all'immagine di perfezione raggiunta che la imprigiona così spesso in un Diritto intangibile. È un intero Popolo di Dio che è implicato nelle iniziative da prendere e nelle risposte da dare al mondo che interroga. È una Chiesa in cui i teologi e i pastori lavorano insieme su problemi e situazioni reali. È una Chiesa che celebra la presenza dello Spirito da cui è inviata. Il Concilio Vaticano II si è curato di dare alla nostra Chiesa le istituzioni capaci di mantenere nel tempo lo slancio che lo aveva abitato. Tra le altre cose, ha istituito dei sinodi diocesani in cui ogni vescovo avrebbe ascoltato le attese e le proposte dei battezzati, delle conferenze episcopali per nazione in cui un certo numero di risposte potrebbero essere date e un sinodo romano permanente che permetterebbe ogni quattro anni ai vescovi eletti dalle conferenze attorno al papa di dare gli orientamenti più importanti di cui la nostra Chiesa ha bisogno. Questi tre organismi sono effettivamente stati istituiti. Ma niente permette davvero di dire che svolgono il ruolo che ci si poteva aspettare da loro. Il sinodo romano dà una grande libertà di parola a tutti i vescovi ma le decisioni da trarne sono decise in seguito solo dal papa. Le conferenze episcopali per nazione non hanno mai ricevuto lo statuto giuridico che avrebbe definito il loro ambito specifico di decisione e la loro autorità sui propri membri. I sinodi diocesani, che sono stati spesso dei momenti felici della vita delle nostre chiese locali, rimangono iniziative libere del vescovo e sono stati limitati da divieti che li sfigurano. Questi diversi ingranaggi, il cui interesse è indiscutibile, non permettono oggi ai cristiani né di sentirsi responsabili della loro Chiesa né di entrare nella gioia dello Spirito. Posso testimoniare che i vescovi, anche se ci tengono a fare bella figura, soffrono frequentemente per i continui ostacoli. Qualche teologo può trovare il proprio posto nel sistema attuale ma ne conosco molti che fanno fatica a trovare il loro vero posto nella Chiesa di oggi. Il clima generale creato dal papa e dalla curia romana non sembra favorevole a grandi aspettative da questi organismi, visti soprattutto come ingranaggi per far scendere verso la base le scelte di Roma. In una certa misura si potrà ricevere da loro qualche informazione, o qualche idea. Ma non si fa nulla per permettere ai cristiani di essere coinvolti nelle scelte pastorali concrete della loro Chiesa. Presentando così il cattivo funzionamento di questi tre organismi, propongo apparentemente dei cantieri inaccessibili ai vescovi e ai laici. Ma resto convinto che ciascuno al proprio posto può lavorarci. La teologia del popolo di Dio e della Chiesa locale è forse stata sotterrata? È forse stato deciso di chiudere le porte per proteggere il piccolo resto del popolo devastato? Da qualche parte c'è stato un concilio di cui non ci hanno parlato? Fino a prova contraria, reclamerò una Chiesa in stato di concilio permanente per la Felicità degli uomini e la Gioia di essere battezzato.

in “www.temoignagechretien.fr” del 1° novembre 2010 (traduzione: www.finesettimana.org)