La Spezia, i poliziotti in chiesa insegnano a difendersi dalle truffe

Si siedono davanti all'altare e ai fedeli spiegano i trucchi per evitare di essere raggirati. E' un progetto concordato tra il questore e il vescovo. I "ladri di anziani" non sono violenti, ma, commenta don Giorgio «umiliano le vittime che di colpo sentono il peso della loro età e della solitudine»

di Wanda Valli

Sono arrivati in chiesa, nella parrocchia di San Paolo Apostolo alla Spezia, infreddoliti per il freddo e la pioggia battente. Ma decisi a farsi aiutare. E lì, due passi sotto l'altare, hanno trovato gli agenti della Squadra anticrimine della Questura.  E proprio loro, gli agenti, hanno cercato di spiegare alle vittime come si evitano i "ladri di anziani". Prima di tutto come si riconoscono. Grazie a un video della Questura, girato con attori professionisti, gli anziani hanno visto all'opera truffatori e complici, hanno ascoltato consigli e suggerimenti. L'idea è partita dal questore della Spezia, Gaetano D 'Amato che ha accolto l'invito del vescovo, monsignor  Francesco Moraglia. (...)

Ma come operano i "ladri di anziani"? Intanto sono insospettabili, nei modi e nel modo di presentarsi, sempre gentili, educati, ben vestiti. E allora attenzione a chi si presenta a casa spacciandosi come agente della società che eroga il gas, oppure come falso ispettore dell'Inps che va a domicilio a restituire soldi di una pensione. Quando escono da casa mancherà sicuramente qualcosa. Per strada, poi, le truffe spesso hanno due protagonisti. Il primo ferma l'anziano e gli spiega che ha bisogno di soldi, che è disposto in cambio di poche decine di euro a dare in cambio un orologio di famiglia. E se chi ha di fronte ha qualche dubbio e si guarda in giro, ecco spuntare un'altra persona, uomo o donna che sia, a fare da garante, a dire che sì, l'orologio è davvero bello e prezioso. Chi si fida e paga si ritroverà invece con una patacca. Le truffe accadono spesso in luoghi insospettabili, nelle chiese, nei cimiteri. Qui  può esserci chi si offre di proteggere l'anziano o l'anziana vittima con un ombrello per poi rubargli il portafogli. I "ladri di anziani" non sono violenti, ma, commenta don Giorgio «umiliano le vittime che di colpo sentono il peso della loro età e della solitudine».