I numeri sulla fame nel Pianeta

di Carmine Saviano

Vittime della mancanza di cibo. E di conflitti che cancellano ogni possibilità di sviluppo. Di disastri naturali che mettono fine a qualsiasi sogno di sopravvivenza. Di crisi finanziarie provocate dal cinismo speculativo. La quantità di affamati nel mondo fa paura, nonostante - dicono - sia in calo: secondo le ultime stime della Fao, ammontano a un sesto della popolazione mondiale, poco meno di un miliardo di persone. E' dedicata a loro la Giornata Mondiale dell'alimentazione, giunta alla sua nona edizione. Tante iniziative in Italia e in tutto il pianeta: dalla petizione online per pressare i governi alle tante attività che coinvolgono sportivi e uomini e donne del mondo dello spettacolo. Fino alla maratona prevista a Roma domenica (17 ottobre). Tutti "uniti contro la fame".

Le cifre della Fao lasciano senza fiato. 925 milioni di affamati. Gran parte dei quali concentrati nell'Africa sub sahariana, dove il 30% della popolazione è vittima della fame. Con picchi in Sierra Leone dove il 70% vive al di sotto della soglia di povertà, e nello Zambia dove la percentuale è del 68%. Nei paesi sviluppati, o in via di sviluppo, non va molto meglio: il 16% delle persone non ha di che nutrirsi. E, molto spesso, a farne le spese sono i più deboli: in India la fame colpisce il 48% dei bambini al di sotto dei cinque anni, in Bangladesh il 46%, in Madagascar il 42%, in Eritrea il 40%.

Nella Giornata Mondiale dell'alimentazione, c'è spazio anche per l'analisi delle politiche vincenti contro la fame. Ovvero di quelle dei paesi che, negli ultimi quindici anni, hanno migliorato, di molto, la propria situazione. In questo caso, i dati sono incoraggianti: 31 paesi, su 79 monitorati dalla Fao hanno registrato un calo significativo del numero delle persone sottonutrite. I denominatori comuni di questi successi sono quattro: la creazione di un ambiente favorevole per la crescita economica e il benessere; gli investimenti nel settore rurale; la difesa e il mantenimento dei i successi raggiunti; la pianificazione di un futuro sostenibile.

Raccogliere firme per far sentire il peso dell'opinione pubblica. E' l'obbiettivo di "1billionhungry. com", la petizione online lanciata dalla Fao. Attiva da più di un anno, ha già raggiunto un milione e centomila firme. E non solo: 1billionhungry è una campagna di mobilitazione fatta di video e documenti, condivisi sui maggiori social network da centinaia di migliaia di persone. E l'Italia è tra i paesi più attivi con quasi 70mila firme. Una corsa digitale per la solidarietà che vede in testa il Nepal con più di 140mila firme. Poi il Bangladesh con 125mila, il  Brasile con 115mila e l'India con 70mila. Scarso il contributo dei paesi occidentali: 12mila le adesioni negli Stati Uniti, 4mila in Gran Bretagna, 3mila in Germania e solo mille in Russia. (...)