La ricerca “Mandiamoli a casa”

La ricerca si chiama «Mandiamoli a casa» e porta la firma di Giuseppe Civati, Ilda Curti, Ernesto Ruffini e Roberto Tricarico, amministratori (non solo torinesi) del Partito democratico. Un campionario dei luoghi comuni sugli immigrati, puntualmente smentiti dai dati reali di diversi enti e istituti, pubblici e privati.

Ad esempio: nei paesi islamici ai cristiani viene impedito di costruire chiese, mentre qui vogliono le moschee. Il caso del Marocco è emblematico. I cattolici sono circa 27 mila, meno dello 0,1%, della popolazione. In Marocco però ci sono 3 cattedrali e 78 chiese. A proporzioni invariate gli islamici in Italia (che sono 1,3 milioni) dovrebbero poter pregare dentro 4 mila moschee.

Ci sarà nei prossimi anni un'esplosione di fedeli musulmani: secondo l'Ismu l'aumento dei musulmani, tra il 2009 e il 2030, sarà del 139%, simile a quello dei cattolici (+137%) e a quello delle persone fedeli di altre religioni (+130%).

Vengono qua e ci rubano il posto, lavorando in nero: i dati Inail del 2007 dicono che gli assicurati stranieri sono 2.173.545, pari al 92% di tutta la popolazione straniera regolare censita e dimostrano che il lavoro nero è l'unica opzione per gli immigrati senza permesso di soggiorno. In più per l'Inps gli occupati stranieri svolgono lavori che si concentrano tra quelli manuali e poco specializzati da cui noi rifuggiamo: il 72% è personale non qualificato (tra gli italiani siamo al 37%).

Hanno fatto aumentare il tasso di criminalità: il numero dei reati ascritti a stranieri sul totale della popolazione straniera, non è molto dissimile da quello degli italiani: 1,4% per gli stranieri regolari contro 0,7 per gli italiani. Per la Banca d'Italia inoltre tra il 1990 e il 2003 il numero dei permessi di soggiorno si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione.


Il documento completo al sito: http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf

in “La Stampa” - 8 settembre 2010