Mademoiselle Rosée tace. Tace, da alcune settimane in modo eloquente. Tace rumorosamente. Tace, ecco la parola giusta: religiosamente. Mademoiselle Rosée è passata senza accorgersene dall'amore per monsieur Gomez all'amore per Dio. Tutto questo è avvenuto con estrema dolcezza. La bellezza dei tulipani gialli non è forse estranea a questo cambiamento. Dio e monsieur Gomez hanno un punto in comune: nessuno dei due risponde all'amore di mademoiselle Rosée - ma con Dio resta una piccola possibilità. Monsieur Gomez, è certo, non lascerà mai sua madre. Dio è imprevedibile. Mademoiselle Rosée se ne va a pregare tutte le mattine alla cappella davanti alla nicchia scavata di Maria, sempre in viaggio. Tanto meglio. Mademoiselle Rosée ne ha abbastanza delle madri che covano i loro figli. Mademoiselle Rosée ama il ragazzo di Maria, cosa che non osserva nessuno, nemmeno Maria (pp. 76-77).
Parlami ancora di Dio, domanda monsieur Lucien a mademoiselle Rosée abbracciandole il collo. Avete una voce così dolce quando parlate di ciò che non esiste. Oh, ma caro il mio uomo, dice mademoiselle Rosée aggiustando la bretella del suo reggiseno, io non cerco di convincervi dell'esistenza di Dio. Se sapeste come poco gli importa che voi crediate in lui. Dio, caro il mio uomo, è tanto semplice quanto il sole. Il sole non vi chiede di adorarlo. Ci chiede soltanto di non fargli ostacolo e di lasciarlo passare, di lasciar fare. Un poco come Ariane in cucina, quando chiede ai bambini di andare a giocare un poco più lontano, per preparare questa pietanza che non prepara in fondo che per loro. Dio è così, caro il mio uomo. Ama vederci ridere e giocare. Di tutto il resto si occupa lui (p. 91).
Parlami ancora di Dio, domanda monsieur Lucien a mademoiselle Rosée abbracciandole il collo. Avete una voce così dolce quando parlate di ciò che non esiste. Oh, ma caro il mio uomo, dice mademoiselle Rosée aggiustando la bretella del suo reggiseno, io non cerco di convincervi dell'esistenza di Dio. Se sapeste come poco gli importa che voi crediate in lui. Dio, caro il mio uomo, è tanto semplice quanto il sole. Il sole non vi chiede di adorarlo. Ci chiede soltanto di non fargli ostacolo e di lasciarlo passare, di lasciar fare. Un poco come Ariane in cucina, quando chiede ai bambini di andare a giocare un poco più lontano, per preparare questa pietanza che non prepara in fondo che per loro. Dio è così, caro il mio uomo. Ama vederci ridere e giocare. Di tutto il resto si occupa lui (p. 91).
Christian Bobin, L'amore è proprio una piccola cosa... con delle conseguenze meravigliose