Tabor: nella trasfigurazione di Cristo si esprime la spiritualità del corpo e la corporeità dello spirito. La forma della teofania è qui senza riserve quella della bellezza. I discepoli sono presi dall'evento, l'esperienza della bellezza apre l'animo all'esperienza religiosa, allude a un senso ulteriore, libero e spaesante, e illumina le profondità del destino ultimo dell'uomo.
Davanti al volto di luce di Gesù, Pietro esclama: «E' bello che noi siamo qui». Stare qui, davanti a questo volto che è l'unico luogo dove possiamo vivere e sostare. Qui siamo di casa, altrove siamo sempre fuori posto; altrove non è bello, e possiamo solo camminare, non stare. Qui è la nostra identità, abitare anche noi una luce, una luce che è dentro la creta, dentro il guscio d'argilla ma, che è il nostro futuro, e che fa nascere gioia.
Sul volto di Gesù è apparsa la bellezza originaria con cui Dio ha creato il mondo e di cui ha dotato il volto dell'uomo. Quella tunica di luce, tunica di bellezza che rivestiva Adamo all'origine e che con il peccato fu coperta dalla tunica di pelle, è finalmente riapparsa.
Davanti al volto di luce di Gesù, Pietro esclama: «E' bello che noi siamo qui». Stare qui, davanti a questo volto che è l'unico luogo dove possiamo vivere e sostare. Qui siamo di casa, altrove siamo sempre fuori posto; altrove non è bello, e possiamo solo camminare, non stare. Qui è la nostra identità, abitare anche noi una luce, una luce che è dentro la creta, dentro il guscio d'argilla ma, che è il nostro futuro, e che fa nascere gioia.
Sul volto di Gesù è apparsa la bellezza originaria con cui Dio ha creato il mondo e di cui ha dotato il volto dell'uomo. Quella tunica di luce, tunica di bellezza che rivestiva Adamo all'origine e che con il peccato fu coperta dalla tunica di pelle, è finalmente riapparsa.
Ermes Ronchi, Tu sei bellezza, 57