Che cos'è la pace?
È un cumulo di beni. E la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere.
Pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.
Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto, accettazione dell'alterità come dono.
Pace è temperie di solidarietà: l'imperativo morale che noi credenti chiamiamo comunione.
Pace è il frutto di quella che oggi viene indicata come «etica del volto»: un volto da riscoprire, da contemplare, da accarezzare. Pace è - come osserva Italo Mancini - «deporre l'io dalla sua sovranità, far posto all'altro e al suo indistruttibile volto; instaurare relazioni di parola, comunicazione, insegnamento».
Pace, per usare un'immagine, è un'acqua che viene da lontano: l'unica in grado di dissetare la terra, l'unica capace di placare l'incoercibile bisogno di felicità sepolto nel nostro inquieto cuore di uomini. Quest'acqua, che in larga parte discende dal cielo e in minima parte deriva dalle risorse idriche della terra (ma anche queste, in ultima analisi, non provengono dall'alto?), si trova in un bacino, da cui parte un acquedotto. Si tratta ora di portarla a tutti. Ed eccoci al ruolo degli operatori di pace.
È un cumulo di beni. E la somma delle ricchezze più grandi di cui un popolo o un individuo possa godere.
Pace è giustizia, libertà, dialogo, crescita, uguaglianza.
Pace è riconoscimento reciproco della dignità umana, rispetto, accettazione dell'alterità come dono.
Pace è temperie di solidarietà: l'imperativo morale che noi credenti chiamiamo comunione.
Pace è il frutto di quella che oggi viene indicata come «etica del volto»: un volto da riscoprire, da contemplare, da accarezzare. Pace è - come osserva Italo Mancini - «deporre l'io dalla sua sovranità, far posto all'altro e al suo indistruttibile volto; instaurare relazioni di parola, comunicazione, insegnamento».
Pace, per usare un'immagine, è un'acqua che viene da lontano: l'unica in grado di dissetare la terra, l'unica capace di placare l'incoercibile bisogno di felicità sepolto nel nostro inquieto cuore di uomini. Quest'acqua, che in larga parte discende dal cielo e in minima parte deriva dalle risorse idriche della terra (ma anche queste, in ultima analisi, non provengono dall'alto?), si trova in un bacino, da cui parte un acquedotto. Si tratta ora di portarla a tutti. Ed eccoci al ruolo degli operatori di pace.
mons. Tonino Bello, Pace. Quanto resta della notte?, 101-102