Sinai, l'odissea senza fine dei profughi
Quattro donne violentate, una è incinta
I trafficanti continuano a punire chiunque non riesca a mettere insieme i soldi del riscatto. I metodi sono diversi: la tortura per gli uomini, lo stupro per le donne. "Una tragedia - dice padre Zerai, dell'agenzia eritrea Habeshia - che si sta consumando sotto gli occhi della tanto vantata civiltà europeo". C'è bisogno di un progetto di accoglienza da parte dell'Unione Europea
Ore 10.36, arriva una telefonata dagli ostaggi eritrei nel Sinai. Quattro donne raccontano che stamattina hanno dovuto subire violenze sessuali ripetutamente, per l'ennesima volta dal branco dei predoni, perché non pagano il riscatto richiesto dai trafficanti. Una delle donne incinta sta molto male, è stata picchiata. "Tutto questo - scrive padre Moses Zerai, direttore dell'agenzia eritrea Habeshia - sta accadendo mentre il mondo 'civile' se ne sta a guardare, distratto da altre questioni, chi per indifferenza, chi per non irritare governi di quella regione. Sta di fatto che c'è un insopportabile silenzio, nessuno sta facendo nulla per debellare questa piaga dei nostri giorni, non si vede nessun risultato- dice ancora il sacerdote eritreo - tranne la liberazione degli ostaggi che hanno pagato il riscatto. Ancora oggi il crimine degli schiavisti vince, grazie al silenzio complice dei potenti della terra".
La "Civiltà" di fronte a persone in catene. "Un dramma che coinvolge centinaia di persone tenute in catene dai predoni - ha aggiunto Moses Zerai - in un fazzoletto di terra più rovente del globo, non solo perché fa caldo, ma essendo un territorio sotto controllo di tutta la comunità internazionale per la questione Israelo - Palestinese. Ma la comunità internazionale sembra disposta a chiudere gli occhi su questo dramma di profughi che vengono spogliati di tutto, perfino della loro dignità umana, fino a perdere anche la vita stessa. Ci chiediamo - conclude padre Zerai - dove sono finiti i difensori della vita umana? Dove sono i paladini dei diritti umani? Dove l'Europa culla della 'Civiltà'?" (...)
Quattro donne violentate, una è incinta
I trafficanti continuano a punire chiunque non riesca a mettere insieme i soldi del riscatto. I metodi sono diversi: la tortura per gli uomini, lo stupro per le donne. "Una tragedia - dice padre Zerai, dell'agenzia eritrea Habeshia - che si sta consumando sotto gli occhi della tanto vantata civiltà europeo". C'è bisogno di un progetto di accoglienza da parte dell'Unione Europea
Ore 10.36, arriva una telefonata dagli ostaggi eritrei nel Sinai. Quattro donne raccontano che stamattina hanno dovuto subire violenze sessuali ripetutamente, per l'ennesima volta dal branco dei predoni, perché non pagano il riscatto richiesto dai trafficanti. Una delle donne incinta sta molto male, è stata picchiata. "Tutto questo - scrive padre Moses Zerai, direttore dell'agenzia eritrea Habeshia - sta accadendo mentre il mondo 'civile' se ne sta a guardare, distratto da altre questioni, chi per indifferenza, chi per non irritare governi di quella regione. Sta di fatto che c'è un insopportabile silenzio, nessuno sta facendo nulla per debellare questa piaga dei nostri giorni, non si vede nessun risultato- dice ancora il sacerdote eritreo - tranne la liberazione degli ostaggi che hanno pagato il riscatto. Ancora oggi il crimine degli schiavisti vince, grazie al silenzio complice dei potenti della terra".
La "Civiltà" di fronte a persone in catene. "Un dramma che coinvolge centinaia di persone tenute in catene dai predoni - ha aggiunto Moses Zerai - in un fazzoletto di terra più rovente del globo, non solo perché fa caldo, ma essendo un territorio sotto controllo di tutta la comunità internazionale per la questione Israelo - Palestinese. Ma la comunità internazionale sembra disposta a chiudere gli occhi su questo dramma di profughi che vengono spogliati di tutto, perfino della loro dignità umana, fino a perdere anche la vita stessa. Ci chiediamo - conclude padre Zerai - dove sono finiti i difensori della vita umana? Dove sono i paladini dei diritti umani? Dove l'Europa culla della 'Civiltà'?" (...)