Lei ti parla di lei, cioé di quelli che lei ama. Noi siamo fatti di ciò, noi siamo fatti di coloro che noi amiamo e di null'altro. Per frantumata che sia la nostra vita, perduta sulle colline spazzate dal vento, ella non è mai così vicina che in un pugno di volti amici, che in questo pensiero che va verso loro, in questo soffio di loro in noi, di noi in loro. Lei parla e tu ascolti questa ghiaia di stelle che grida nella sua voce. Tu sei a diverse centinaia di chilometri da te stesso e nonostante ciò tu sei là, in questa parola amante, tranquillamente amante, dolcemente amante, sì, tu sei in questo genere di parola come presso te stesso, nella tua stessa terra.


Christian Bobin, L'inespérée, 51-52 (traduzione nostra)