Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, non sposato che una sola volta, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?


Prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo, cap. 3, versetti 2-5



Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato: il candidato deve essere irreprensibile, sposato una sola volta, con figli credenti e che non possano essere accusati di dissolutezza o siano insubordinati. Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, dev'essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé, attaccato alla dottrina sicura, secondo l'insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono.


Prima lettera di san Paolo apostolo a Tito, cap. 1, versetti 5-9



Anche per chi non è cristiano, queste sono espressioni sapienti, appartenenti al patrimonio culturale dell'umanità: presentano dei criteri semplici e oggettivi per scegliere chi deve guidare quella "famiglia" allargata che è un gruppo sociale. Purtroppo non sono sempre state seguite neanche da chi riconosce in esse la Parola di Dio. Ma non per questo non possono e non debbono ispirare la scelta del "capo" da parte di chi si dice cristiano. Come si può pretendere di ben governare l'Italia quando non si sa stare in modo armonico nella propria famiglia... e nel corpo proprio e altrui?!


don Chisciotte