Il sacerdote non può essere un separato: non comprenderebbe più ciò che avviene nel cuore dell'uomo e ciò che costa vivere la fede nel mondo. Troppi hanno paura delle «perdite» e degli «smarrimenti» e cintano e sprangano, dimenticando che è perduto per la Grazia e per la vita, non soltanto il figliol prodigo, ma anche il filgio maggiore, il quale, se conosce la legge, non conosce il dolore. L'apostolato che conquista bisogna farlo cuore a cuore, di porta in porta, come uno di loro, compagno, fratello.


don Primo Mazzolari, Il solco, 23 ottobre