Il multitasking? Distrae e confonde le idee

L'attenzione “balla” da uno stimolo all'altro senza mai focalizzarsi

Il multitasking pare quasi obbligatorio, oggi. Un'occhiata allo smartphone per vedere se è arrivato un messaggio, il tablet a portata di mano per un giretto veloce su internet, il computer davanti agli occhi per lavorare come minimo su due o tre file contemporaneamente. L'attenzione saltella dall'uno all'altro, e per quanto possiamo essere convinti che questo non vada a scapito delle nostre performance, dovremo prima o poi ammettere che non è così. Perché il multitasking distrae, stando ai risultati di una ricerca pubblicata su Cyberpsychology, Behavior and Social Networking . Genitori e insegnanti di quindicenni o giù di lì diranno che si tratta della scoperta dell'acqua calda, ma al solito ci sono poche certezze in medicina finché non si fanno esperimenti precisi e specifici. A farli stavolta ci hanno pensato due docenti della Carroll School of Management di Boston, Adam Brasel e James Gips, che hanno usato telecamere speciali per registrare lo sguardo di alcuni volontari a cui è stata concessa mezz'ora d'uso contemporaneo di televisione e computer, in completa libertà. «Ci aspettavamo che l'utilizzo simultaneo di questi due mezzi portasse a una riduzione dell'attenzione, ma non credevamo fino a questo punto