Amare il negativo

di fr. Carlo Carretto, Ogni giorno, 11 gennaio

L'amore, piombando sul mio fratello, ha il potere di rigenerarlo. L'amore crea nell'uomo l'ambiente divino della possibile trasformazione.

Sentendosi amato è sollecitato ad iniziare il cammino della salvezza. La sua povertà si arricchisce, la sua menzogna viene odiata, la sua impunità diventa nostalgia di purezza, la sua tenebra è invasa dalla luce.

Quando Gesù mi dice: «Ama il tuo nemico», mi dice un massimo delle possibilità e delle capacità di amare, ma nello stesso tempo mi dà il massimo della speranza di avere la pace in questo mondo. Assediando il nemico con l'amore e non con le armi facilito in lui ed in me la possibilità di veder spuntare i tempi in cui «il leone pascolerà con il capretto e un bambino metterà la mano nel nido d'aspide senza farsi male» (Is 11, 8).

Nel mio sforzo dilato il Regno promessoci ed entro nella mia eredità di pace.

Sì, amare il negativo dell'uomo. Amarlo nella certezza che domani prevarrà il positivo. Vista così la terra non mi fa più paura. Vista così la città, mi sento in cuore una gran voglia di azione e di speranza. Sì, amare il negativo dell'uomo, amare ciò che non c'è o non c'è ancora. I "senza speranza" della cristianità sono proprio coloro che vogliono vedere nell'uomo solo il positivo e che non danno al negativo alcun valore.

E per questo soffrono.