Balena Bianca 2.0

di Roberto Beretta

Il problema vero è l'idea del gruppo di politici «di riferimento», cui rivolgersi quando c'è un provvedimento che sta particolarmente a cuore. Senza curarsi poi se su tutto il resto siano coerenti con il Vangelo

«Balena Bianca 2.0», o anche «Documento dei 100», oppure «Cosa Bianca». L'hanno chiamato in modi diversi, ma quasi tutti i giornali se ne sono occupati, dopo la disfatta elettorale alle amministrative che ha rimesso in gioco l'appoggio cattolico a Berlusconi. Si tratta di una sorta di «manifesto per il buongoverno» (...) che circolerebbe negli ambienti che contano nel cattolicesimo politico -­ compresi quindi quelli vaticani e della Cei ­- per chiamare a raccolta i credenti che militano nei più vari partiti politici, al fine di creare un'alleanza trasversale e - chissà - magari anche un nuovo «partito cattolico». Non sono d'accordo, e qui dico alcune delle mie ragioni. Anzitutto, è un'operazione quanto mai «pelosa» scaricare Berlusconi dopo una sconfitta (...), ma avendolo prima supportato tanto a lungo con un cinismo degno della peggior «real politik». Si ha l'impressione che - se (...) fosse ancora ben saldo in sella - i monsignori «che sanno come va il mondo» non si farebbero scrupolo nel sostenerlo ancora. Poi mi pare che l'idea della «lobby cattolica» sia un vecchio arnese quanto mai pericoloso, almeno in una società storicamente clericalizzata come l'italiana. Non vi è infatti chi non capisca che si troveranno decine di politici «cattolicissimi» disposti ad aderire finché fa loro comodo, come in una sorta di «massoneria bianca» cui ci si iscrive per barattare il proprio appoggio in cambio di altri sostegni (di voti, di carriera, di consorteria). (...) Ma è proprio questo che i Richelieu nostrani in porpora e filetti rossi non capiscono affatto. Vivono ancora nella logica democristiana, partitocratica: a loro interessa avere in mano un gruppo di politici «di riferimento», cui rivolgersi quando hanno un provvedimento che sta particolarmente a cuore. Non gliene importa troppo se poi costoro sono coerenti con il Vangelo (tanto siamo tutti peccatori!), se praticano un cristianesimo solo di facciata (il Signore è misericordioso!), se la deferenza è dovuta a motivi strumentali o addirittura «sporchi» (la politica, si sa, è l'arte della mediazione...), e così via. No. Dicono da anni che «ci vogliono più cristiani in politica» e una «nuova generazione di politici cattolici», ma non pensano a gente che agisca con dirittura di coscienza: preferiscono degli opportunisti che però garantiscono assoluta obbedienza al momento del voto. Sostengono che ci vuole più etica nella gestione del potere: ma poi, dal vescovo all'ultimo parroco, vanno a cercare il potente che garantisce loro il risultato voluto e al più presto (sempre «per il bene della Chiesa», beninteso...). Insomma, gli sponsor ecclesiastici della «Balena Bianca 2.0», in realtà, nei fatti della politica mostrano di non credere affatto a quanto annunciano dal pulpito: infatti vogliono «pesare», vogliono influire, alla fine vogliono vincere. E così facendo si mettono in vendita al più scaltro, o al più spregiudicato. Ben gli sta, il Vangelo li aveva avvertiti: i «figli delle tenebre» sono più furbi dei «figli della luce».