Gli oratori, più che un servizio
Aperti d'estate
Aperti d'estate. Quando gli altri chiudono. Aperti soprattutto d'estate, come per tutto il resto dell'anno. C'è chi ha le radici talmente profonde e salde in un territorio, in un quartiere, in un paese, in mezzo alla gente, da non potersi rendere assente mai, altrimenti sarebbe perduto. Gli oratori italiani questo sono: una delle più palesi e felici espressioni della Chiesa tra la gente, a servizio della gente, a partire da coloro che alla gente stanno più a cuore: i figli, bambini ragazzi giovani. Gli oratori sono a servizio ma non vanno confusi, da nessuno e in nessun modo, per semplici "erogatori di servizi". Nessun erogatore di servizi rimane aperto sempre, soprattutto durante le ferie, e senza orario di chiusura, anzi: spalancati e frequentati specialmente quando gli altri calano la serranda. Parliamo degli oratori in generale, ma sono troppi per poterli comprendere tutti. Parliamo degli oratori migliori affinché chi può ancora migliorare sia incoraggiato a migliorarsi, vincendo le tentazioni più facili: la pigrizia, l'autosufficienza, la chiusura. Un oratorio è cattolico, senza ombra di dubbio. Ma proprio perché cattolico è aperto, anzi spalancato a chiunque, pure a chi cattolico non è, o pensa di non esserlo abbastanza. Aperto a chi ti conferma nelle tue idee; aperto a chi, educatamente, le contesta. Don Marco Mori, del Forum degli oratori, riassume così la formula vincente degli oratori: «Tutto l'uomo e tutto il Vangelo». Il Vangelo, senza sconti. Ma anche tutto l'uomo, in ogni sua declinazione: l'uomo che prega, gioca, pensa, ride, dialoga, è triste, s'innamora, s'indigna, si rallegra. L'uomo che impara a non avere paura di pregare, giocare, pensare, ridere, dialogare, rattristarsi, innamorarsi, indignarsi, rallegrarsi. Non ha paura di scoprire chi veramente egli sia. Non ha paura di crescere, e di crescere in compagnia, scoprendo il prevedibile e l'imprevedibile di sé e degli altri. Tutto l'uomo, ovvero tutti gli uomini. Questa, se vogliamo, è l'educazione. E questa è la missione degli oratori, valida per ogni bambino ragazzo giovane di buona volontà. Non un cenacolo esclusivo di tutti uguali e tutti "perfetti", ma la piazza dei diversi uniti da valori comuni e progetti condivisi, regole precise e un'identità («tutto il Vangelo») tanto indiscutibile e forte da non far temere il confronto. Va da sé
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