Famiglia: meno slogan, più pensiero (e fatti)
di Luca Rolandi
Non è argomento facile ma fondamentale come l'acqua che serve per vivere. Sto parlando di famiglia, la famiglia cristiana e quelle umana. Penso sia importante riflettere come oggi si possa essere coppie; sul nostro essere due e più di due, piccola chiesa, come dice il vangelo e l'intero magistero della chiesa. Oggi l'istituto è in crisi, nella nostra società secolarizzata e liquida, che naviga a vista verso un futuro incerto per tutti. La crisi si riverbera sul nucleo familiare che si spezza a volte con dolore, lasciando ferite profonde. La società arranca, gli Stati sono in difficoltà, almeno quelli occidentali ai quali è troppo spesso "legato" il futuro del pianeta, promuovono una cultura non propriamente dell'accoglienza, della fraternità che si fonda anche sul valore della famiglia. (...) Assumersi le proprie responsabilità di credenti, di laici cattolici impegnati nella vita ecclesiale pronti al confrontarsi con tutti, senza distinzioni è dunque un dovere morale e civile. È necessario mettersi in ascolto della storia e osservare ciò che di profondo sta mutando nella società. Restare indifferenti e sordi a ciò che accade fuori dalle nostre mura sarebbe un grave peccato di omissione. Altrimenti si rafforzerà sempre di più l'opinione avanzata da un osservatore acuto come Marco Politi che ha recentemente scritto: "Dalle alte cattedre, i papi parlano di coppie e convivenza mentre il mondo vero si trova da un'altra parte. C'è una distanza siderale tra la chiesa dottrinaria e la vita reale di uomini e donne, giovani e maturi, per come si svolge nel secolo XXI, tale da scoraggiare persino il dibattito". I valori perenni - umani e cristiani - della famiglia possono e "devono" vivere in modi e forme nuove. L'amore, proprio perché è dono di Dio partecipato agli uomini, ha infiniti modi di realizzarsi (...). Le pagine della "Gaudium et Spes", che parlano della famiglia, accolgono e testimoniano l'autenticità delle più valide trasformazioni sociali, che hanno portato ad un riconoscimento maggiore della dignità della donna, della sua parità di diritti con l'uomo; alla scoperta dei valori profondi della sessualità umana; ad un modo nuovo di realizzare la paternità e la maternità, che sia più responsabile; e soprattutto ad un esercizio dell'autorità dei genitori, che sia autentico servizio alla crescita umana e cristiana dei figli, più che semplice potere di esigere l'obbedienza (GS, 47-52). Secondo l'analisi e il giudizio che il Concilio dà sul matrimonio e sulla famiglia cristiana nel mondo d'oggi, la crisi è occasione, come per ogni altra realtà, di "aggiornamento" e di "crescita". Ripartire da qui sarebbe già molto.
Non restare sordi
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