Una moschea di nome Gesù

di Tiziana Barrucci

Una moschea dedicata a Gesù Cristo? In cima ovviamente non una croce, ma il solito minareto, più in basso sulla facciata versetti del libro sacro per i musulmani dedicati alla vergine Maria e al figlio Gesù. Uno scherzo? Niente affatto. La particolare moschea, dedicata al Messia cristiano è sorta in Giordania, nella cittadina di Madaba, a trenta chilometri da Amman. Nel mondo arabo il nome di Gesù e quello di Maria sono spesso usati come nomi propri, Isa e Maryam i corrispettivi nella lingua del Corano, che vengono appioppati alla nascita a bambini e bambine, ma mai una moschea era stata dedicata al Messia. Unico precedente, un luogo di culto islamico in Australia, costruito alla fine degli anni Novanta da un gruppo di musulmani desiderosi di battersi per un prospero dialogo interreligioso. E questo è ora anche la moschea di Madaba. «Volevamo dare un esempio di coesistenza pacifica tra le religioni», spiega Marwan al Oteibi, che quella moschea l'ha fatta costruire. E spiega: «Cercavamo un modo per dire al mondo intero che l'islam è una religione di tolleranza». La famiglia al Oteibi è una di quelle dinastie storiche di Madaba conosciuta per gli sforzi compiuti nel tempo in nome della pace e della convivenza tra comunità religiose. Soprattutto perché la ridente Madaba, ex glorioso centro bizantino e ora quinta cittadina della Giordania per numero di abitanti, ospita oggi una folta minoranza cristiana. Ben un terzo infatti della sua popolazione crede nel Messia e non può che avere accolto positivamente la decisione degli al Oteibi. «Come monoteisti siamo felici di questa scelta fatta da parte dei nostri fratelli musulmani», ha detto qualche tempo fa all'agenzia tedesca Dpa il reverendo Nabil Hadded, della Chiesa ortodossa. «Sappiamo, ha aggiunto, che il Corano dedica una sura particolare (versetto, ndr) alla madre di Cristo. E conosciamo la profonda considerazione che l'islam dedica a Cristo». Un profeta, anzi un grande profeta, non certo il figlio di Dio, ma colui che ha annunciato la venuta di Maometto e che, secondo una tradizione messianica islamica, tornerà sulla Terra come Mahdi alla fine dei tempi, annunciando il giorno del giudizio finale. Nonostante per i neofiti la notizia di una moschea dedicata a Cristo possa almeno incuriosire, non appare per nulla sorpreso l'ex imam della grande moschea di Roma Sami Ali Salem: «Viviamo in un momento storico in cui un certo tipo di politica sfrutta le differenze religiose per esaltare la violenza e l'odio