In ambiti cristiani da decenni sento dire che la televisione è la grande diseducatrice della nostra società: attraverso lo schermo i modelli distruttivi bombardano e sgretolano i veri valori.

E tra questi danni si citano: la gestione oziosa del tempo davanti all'apparecchio televisivo; le soap-opera e le fiction in cui amori facili, tradimenti, aborti sono all'ordine del giorno; film violenti; talk-show urlati; corpi femminili mercificati; pubblicità invadente che spinge all'acquisto e allo spreco.

Questo ho sentito dire da coadiutori, parroci, qualche vescovo, catechiste, suore, genitori, educatori, insegnanti... credenti e/o uomini e donne di buona volontà.

Da decenni tutti sappiamo chi è il patron delle tv commerciali, i cui palinsesti ci sono stranoti.

I casi sono due: o tutti coloro che hanno detto ciò affermavano il falso, oppure quest'uomo non vuole cogliere (e dire) dove si trova il problema.

Come possa un uomo non accorgersi ha dell'incredibile.

Come possa prodursi in queste capriole del non-senso è stupefacente.

Come possa non essere minimamente sfiorato dal dubbio lascia basiti.

Io non credo che non se ne accorga; che non abbia una "ragione" per dire così; che non abbia dubbi sulla persona di cui parla.

E mi resta un'ulteriore domanda: come mai viene intervistato spesso solo lui, mentre altri vescovi non si esprimono così e così spesso? Mi piacerebbe leggere cosa ne pensa il vescovo per esempio di Siena-Pienza-Montepulciano, o Vigevano, o Noto, o Campobasso, o Belluno, o...


don Chisciotte